Niscemi, la Regione assegna 16 case agli sfollati della frana

Schifani torna nel comune nisseno per coordinare gli aiuti. Oltre 1.540 le persone evacuate. Il sindaco Conti nominato soggetto attuatore.

Niscemi (Caltanissetta) – Iniziano a materializzarsi le prime soluzioni abitative per chi ha perso casa nella frana di Niscemi. La Regione Sicilia ha messo a disposizione sedici alloggi destinati alle famiglie sfollate dal disastro che ha sventrato il centro del comune nisseno. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Renato Schifani, che oggi è tornato sul luogo del dissesto per un sopralluogo operativo insieme al sindaco Massimo Conti, appena nominato soggetto attuatore degli interventi a favore dei residenti colpiti.

“Oggi avrei dovuto essere alla Bit di Milano ma ho ritenuto più importante essere qui, accanto alla gente di Niscemi”, ha dichiarato Schifani durante l’incontro istituzionale. “Siamo venuti non solo per stare vicini alla cittadinanza e alle istituzioni, ma anche per dare attuazione al mio provvedimento”. Al tavolo erano presenti il capo della protezione civile regionale Salvo Cocina, il coordinatore per i danni da maltempo Duilio Alongi, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’esercito e della protezione civile nazionale.

I sedici alloggi appartengono all’Iacp di Caltanissetta e verranno assegnati direttamente dal sindaco. Tre si trovano nello stesso territorio comunale di Niscemi e saranno consegnati entro quindici giorni. Gli altri sono distribuiti nei comuni limitrofi: sei a Gela, quattro a Mazzarino e tre a Butera, con tempi di consegna previsti entro trenta giorni. Prima dell’arrivo dei nuovi inquilini verranno completati i lavori di adeguamento necessari per renderli abitabili.

Il bilancio umano del disastro è pesantissimo. Gli sfollati ufficialmente censiti sono 1.540 persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. “Non c’erano insediamenti abusivi”, ha tenuto a precisare il sindaco Conti intervenendo alla commissione Ambiente della Camera. “I primi 50 metri dal fronte della frana purtroppo non potranno mai più essere abitati”, ha aggiunto, tracciando di fatto una zona rossa permanente che condanna all’abbandono una parte del centro abitato.

Oltre alle abitazioni, la frana ha travolto anche il tessuto economico locale. “Stiamo lavorando al censimento di circa 34 attività produttive”, ha spiegato Conti. “Ho emanato un avviso per il censimento degli immobili in locazione o in vendita, l’ipotesi sarà quella di cercare una possibilità di contributo per le case”.

Il primo cittadino ha poi annunciato l’avvio imminente degli aiuti economici diretti: “Contiamo nei prossimi due o tre giorni di erogare il contributo ai quasi 500 nuclei familiari”. La nomina a soggetto attuatore per l’assistenza alla popolazione, conferita da Schifani in qualità di commissario nominato dal governo nazionale, verrà notificata a breve.

Nei giorni scorsi la Regione Sicilia ha istituito un fondo straordinario da 558 milioni di euro per affrontare le emergenze provocate sia dalla frana di Niscemi che dal ciclone Harry che ha colpito altre zone dell’isola. Di questi, 93 milioni erano già stati stanziati in precedenza e verranno utilizzati per mettere in sicurezza il territorio e prevenire ulteriori dissesti.

La macchina degli aiuti si è quindi messa in moto, ma la strada per restituire normalità a Niscemi appare ancora lunga. Mentre si lavora per dare un tetto agli sfollati e sostenere le famiglie in difficoltà, resta aperta la ferita di quella zona del centro storico che non tornerà mai più abitabile, un vuoto permanente nella memoria e nella geografia urbana del paese.