Previsto lo stop temporaneo all’ingresso nelle acque territoriali in caso di emergenze, sanzioni fino a 50mila euro, regole più dure nei CPR e criteri stringenti per la protezione.
Roma – L’Italia avrà il potere di sbarrare i propri confini marittimi per mesi interi. È questa la novità più dirompente contenuta nel disegno di legge sull’immigrazione approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che conferisce al governo la facoltà di impedire l’ingresso nelle acque territoriali in situazioni ritenute critiche. Una sorta di “blocco navale amministrativo” che potrà durare fino a sei mesi consecutivi e che il centrodestra presenta come risposta strutturale ai flussi migratori irregolari.
Il meccanismo è semplice quanto controverso. Quando il ministro dell’Interno riterrà che esistano condizioni eccezionali – rischio terroristico, arrivi massicci ingestibili, emergenze sanitarie globali, grandi eventi internazionali – potrà proporre al Consiglio dei ministri di chiudere temporaneamente le acque italiane. La misura partirà con validità mensile ma potrà essere rinnovata fino a un semestre.
Chi proverà comunque ad attraversare il confine marino vietato si troverà di fronte a sanzioni economiche pesanti: da 10mila a 50mila euro di multa amministrativa. Ma se la stessa imbarcazione tenterà nuovamente l’ingresso entro cinque anni dalla prima sanzione, scatterà la confisca definitiva del natante. Non solo: le responsabilità ricadranno su tutti i soggetti coinvolti – comandante, armatore, proprietario, utilizzatore – rendendo estremamente oneroso qualsiasi tentativo di aggiramento.
Un’altra disposizione centrale riguarda la possibilità di dirottare i migranti intercettati verso Stati terzi convenzionati. Non più soltanto rimpatri verso i Paesi d’origine, ma trasferimenti in territori extraeuropei dove dovrebbero operare centri di accoglienza o trattenimento gestiti con il coinvolgimento di organizzazioni internazionali. È la codificazione normativa del modello Albania, finora attuato tramite accordi bilaterali e ora inserito organicamente nella legislazione italiana.
All’interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio cambiano radicalmente le regole. I trattenuti non potranno più gestire autonomamente i propri telefoni cellulari. I dispositivi verranno ritirati all’ingresso, custoditi dal personale della struttura e restituiti soltanto in orari prestabiliti per comunicazioni controllate. Una misura giustificata dall’esecutivo come necessaria per evitare coordinamenti esterni o diffusione di informazioni sensibili.
Parallelamente si amplia l’elenco dei reati che comportano espulsione automatica. Oltre alle fattispecie già previste, ora anche condanne per violenza a pubblico ufficiale, resistenza aggravata, intimidazioni contro rappresentanti istituzionali, delitti familiari e aggressioni all’interno dei CPR porteranno all’allontanamento forzato dal territorio nazionale. Il giudice non avrà margini di discrezionalità: condanna uguale espulsione.
Stretta durissima anche sulle protezioni umanitarie. Chi vorrà ottenere la protezione complementare dovrà presentare documentazione certificata da autorità pubbliche per ogni singolo requisito richiesto. Niente più autocertificazioni o testimonianze: la residenza quinquennale dovrà risultare dai registri comunali e dai permessi di soggiorno, la conoscenza dell’italiano da attestati rilasciati da enti statali riconosciuti.
In più, verranno effettuati controlli preventivi su abitazione e condizioni economiche. L’alloggio dovrà rispettare standard edilizi e sanitari locali, il reddito dovrà essere proporzionato alle soglie previste per i ricongiungimenti familiari. Ma c’è di più: anche avendo tutti i documenti in regola, la protezione potrà essere negata se l’amministrazione valuterà il richiedente come potenziale minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Discrezionalità pressoché totale.
Giorgia Meloni non usa mezzi termini nel video diffuso dopo l’approvazione del provvedimento. “Ci appelliamo al Parlamento perché approvi in fretta le misure. Vediamo quante forze politiche che in tv dicono che il governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte a darci una mano. Speriamo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico”.
La premier rivendica il rispetto di un impegno elettorale: “Avevamo promesso la possibilità di impedire l’attraversamento delle acque territoriali in caso di minaccia grave. Un’opzione compatibile con le nuove regole europee che l’Italia ha contribuito a definire”. Il riferimento è al Patto europeo su migrazione e asilo, che effettivamente prevede margini di flessibilità per gli stati membri in situazioni eccezionali.
Il disegno di legge si divide in due sezioni. La prima contiene norme immediatamente applicabili dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: chiusura acque territoriali, sanzioni navali, nuove espulsioni, regole CPR. La seconda conferisce al governo una delega di sei mesi per adottare decreti legislativi che recepiscano le direttive europee e adeguino la normativa italiana ai nuovi regolamenti comunitari.
Nel comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri si parla espressamente di “riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori”. L’esecutivo ha chiesto alle Camere una “sollecita calendarizzazione”, tradotto: esame parlamentare velocissimo.
Il testo arriva ora in Parlamento dove si preannuncia uno scontro durissimo. Le opposizioni contestano la costituzionalità di diverse norme, in particolare la chiusura temporanea delle acque territoriali che secondo alcuni esperti violerebbe obblighi internazionali di soccorso in mare. Critiche anche sul trasferimento verso Paesi terzi, che ripropone le problematiche emerse con l’accordo Albania.
Il governo punta invece a un’approvazione rapida sfruttando la maggioranza solida di cui dispone. L’obiettivo dichiarato è avere gli strumenti operativi prima dell’estate, tradizionalmente il periodo di maggiore pressione migratoria. La partita politica è appena iniziata.