Un confronto tra studenti finisce nel sangue: vittima ricoverata e destinata a più interventi, indagini in corso sulla violenza.
Pescara – Una lite nata per gelosia si è trasformata in un’aggressione di estrema violenza tra due minorenni, entrambi diciassettenni e studenti dello stesso istituto. Un confronto degenerato fino al punto che uno dei due ha morso l’altro, staccandogli una parte dell’orecchio. Un gesto brutale che ora costringerà la vittima a sottoporsi a uno o più interventi chirurgici per la ricostruzione.
All’origine dell’episodio ci sarebbe una relazione sentimentale. L’aggressore si era fidanzato con una ragazza legata da amicizia al giovane ferito. Una semplice telefonata al cellulare, considerata inaccettabile, avrebbe fatto scattare la reazione violenta. Secondo quanto riferito dal padre della vittima, tra i due ragazzi non c’erano rapporti conflittuali: frequentavano la stessa scuola, avevano amici in comune e in passato erano usciti insieme. Proprio per questo, l’episodio appare ancora più difficile da comprendere. La ragazza, ha ribadito il genitore, non può essere vista come un possesso né come il pretesto per simili esplosioni di violenza.
Dopo l’aggressione, il giovane ferito ha trascorso l’intera notte in ospedale, passando tra diversi reparti, dalla chirurgia all’ortopedia fino all’oculistica. Dimesso con una prognosi di quaranta giorni, dovrà però tornare presto sotto i ferri: la lesione all’orecchio è grave e potrebbe rendere necessari più interventi ricostruttivi. Il quadro clinico comprende anche un occhio destro completamente chiuso, la frattura del setto nasale e una lesione alla mano. Nei momenti più difficili non è mancato il sostegno degli amici, che sono andati a trovarlo riuscendo almeno a strappargli un sorriso.
Il padre, ancora scosso, ha voluto sottolineare come il bilancio avrebbe potuto essere ben più drammatico. In un contesto in cui sempre più spesso le liti finiscono con l’uso di armi, la presenza di un coltello avrebbe potuto trasformare l’aggressione in una tragedia irreversibile. Da qui l’appello rivolto ai giovani: parlare, discutere, anche litigare, ma fermarsi prima che la rabbia prenda il sopravvento.
L’aggressore è stato identificato dalla polizia. Gli investigatori stanno ora ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti, anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Il caso è al vaglio della squadra mobile, che dovrà chiarire ogni responsabilità in una vicenda che riaccende i riflettori sulla violenza tra giovanissimi.