Muretti, auto e palazzi: così lo spaccio si mimetizza

I “falchi” della polizia hanno smantellato sofisticati sistemi di occultamento della droga e arrestato otto pusher.

Roma – In prima linea nelle periferie, a quota strada, si muovono i “falchi” della polizia di Stato capitolina, mimetizzandosi tra gli androni dei palazzi, i muretti e le auto in sosta, ed intercettando di volta in volta le dinamiche dello spaccio. Sono altri 8 gli arresti, scattati nelle ultime ore, di pusher neutralizzati, tra Tor Bella Monaca e Ponte di Nona, insieme ai loro sofisticati sistemi di occultamento della droga.

L’azione dei “falchi” è partita da una mappatura strategica e minuziosa delle aree più sensibili, nel quadrante ricompreso tra viale dell’Archeologia e la zona del “Ferro di Cavallo”. Qui, gli agenti della VI sezione della Squadra Mobile si sono fusi con il contesto urbano, monitorando gesti, sguardi e dinamiche di avvicendamento, fino ad intercettare il momento chiave del “cambio turno” tra due pusher, che avevano trasformato un muretto condominiale in un deposito operativo. Intercettati nel frangente della “consegna” della dose al cliente, uno dei due ha tentato di disfarsi della droga, occultandola dietro il punto di appoggio “servente” alla vendita.

Bloccato nell’immediatezza, nascondeva tra gli indumenti oltre 300 involucri di cocaina cruda e cotta. Il suo “collega smontante”, invece, portava con sé una rimanenza di 19 dosi di cocaina, oltre ad una somma di danaro in contanti suddivisa in banconote di piccolo taglio.

Pochi minuti dopo, i “falchi” hanno captato un altro segnale, intercettando lo sguardo di un giovane, che si intratteneva con un presumibile acquirente, per poi tentare la fuga tra i piani alti di uno stabile per sottrarsi alla cattura. Al seguito, aveva un borsello contenente 100 involucri di cocaina ed oltre 350 euro in contanti.

Un altro copione è andato in scena a Ponte di Nona, dove lo spaccio si reggeva su un sistema rodato di vedette e “traghettatori”. Qui, gli altri 4 pusher neutralizzati dagli agenti operavano in coppia. I primi due si muovevano tra via Capitini e via Luthuli, alternandosi nelle fasi di contatto e di consegna, pronti a disperdersi tra i palazzi. Il loro tentativo di fuga è stato vanificato dal rapido intervento degli agenti, che li hanno bloccati in flagranza recuperando 14 dosi di cocaina già confezionata e nascosta tra gli indumenti.

Ancora più ingegnoso il marchingegno a “tenuta magnetica” escogitato dagli altri due, che avevano allestito un deposito “viaggiante” fissato con calamite sotto il telaio dell’auto. I “falchi” li hanno smascherati quando, dopo una breve trattativa con un cliente, uno di loro si era chinato sotto il veicolo per recuperare la droga. Nel nascondiglio, apparentemente invisibile ad occhio nudo, custodivano 11 dosi di cocaina pronte per la vendita al dettaglio.

L’ultimo intervento è stato operato nella cornice periferica ad ovest della Capitale, dove lo sguardo degli agenti si è soffermato su un uomo, 48enne di origini filippine, che si aggirava in via Pescaglia con un atteggiamento sospetto. Fermato per un controllo di routine, è stato arrestato dopo il rinvenimento, nella giacca e all’interno dell’abitazione, di dosi di shaboo pronte per la vendita.