Il killer delle escort tenta di evadere dal carcere

Vasile Frumuzache è stato bloccato mentre scavalcava il muro del penitenziario. Domani è prevista l’udienza per l’omicidio di Denisa Paun e Ana Maria Andrei.

Firenze – Un lenzuolo annodato, un arpione improvvisato con un pezzo di infisso e la disperazione di chi non vuole affrontare la giustizia. Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena accusata di aver ucciso e fatto a pezzi due giovani connazionali, ha tentato stamattina una fuga rocambolesca dal carcere fiorentino di Sollicciano. Un piano rudimentale che non ha tenuto conto di telecamere e guardie penitenziarie: è stato fermato proprio da un agente mentre cercava di superare il perimetro della casa circondariale. Addosso nascondeva un coltello.

Frumuzache è in carcere per l’assassinio di Denisa Paun e Ana Maria Andrei, due giovani escort romene i cui resti carbonizzati furono scoperti lo scorso giugno nelle campagne pistoiesi. I corpi erano stati occultati nei pressi dell’abitazione della guardia giurata e in un terreno adiacente a un casolare abbandonato. Un ritrovamento macabro che svelò una vicenda di violenza estrema: dopo aver ucciso Denisa, l’uomo l’aveva decapitata nel tentativo di renderla irriconoscibile, per poi dare fuoco ai resti.

Le indagini hanno ricostruito una personalità complessa e inquietante. L’ipotesi principale punta verso un serial killer mosso da traumi infantili, ossessionato dalle donne e incapace di gestire il rifiuto. Ma gli investigatori non escludono uno scenario alternativo ancora più oscuro: che Frumuzache possa aver agito come esecutore materiale per conto di organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione. La freddezza con cui ha agito fa pensare che non si tratti dei suoi unici delitti, e gli inquirenti stanno verificando se altre giovani donne possano essere scomparse nei suoi anni di attività.

Non è la prima volta che Frumuzache finisce al centro di episodi violenti in carcere. Dopo l’arresto e le confessioni, era stato trasferito alla Dogaia di Prato dove un conoscente di Ana Maria Andrei gli aveva lanciato dell’olio bollente sul volto. L’episodio aveva richiesto il suo spostamento a Sollicciano per ragioni di sicurezza, da cui ha tentato la fuga.