A denunciare il caso, del tutto simile a quanto successo nel Bellunese, la mamma di un 17enne su Facebook. Questa volta, però, l’epilogo (fortunatamente) è diverso.
Trento – Poteva essere un epilogo simile a quella del bimbo di 11 anni lasciato a piedi nel Bellunese pochi giorni fa. Stavolta lo scenario è quello da cartolina di Madonna di Campiglio, ma la storia che racconta mamma Rosaria su Facebook è tutt’altro che una favola. Suo figlio Fabrizio, 17 anni, impegnato in uno stage a Pinzolo, ha rischiato di dover percorrere 13 chilometri a piedi nel gelo e al buio perché la sua smart card, regolarmente pagata fino ad agosto, ha deciso di fare i capricci proprio davanti all’autista dell’ultima corsa delle 18:03.
Il copione è quello di una rigidità che fa paura: la tessera non passa, il ragazzo non ha contanti (ma ha il bancomat, che però sul bus non è accettato) e il conducente non sente ragioni. “Mi dispiace, fattela a piedi!“, sarebbe stata la sentenza dell’impiegato di Trentino Trasporti.
Fabrizio resta di sasso: davanti a lui ci sono oltre due ore e mezza di cammino sulla statale, tra neve e ghiaccio, per tornare in hotel. Ma mentre l’incubo sta per diventare realtà, ecco il colpo di scena che scalda il cuore: un turista di Caserta, a Campiglio per la settimana bianca, assiste alla scena e non ci pensa due volte. Tira fuori 2,50 euro, paga il biglietto al ragazzo e gli salva la serata.
La denuncia della madre è un grido di rabbia che sta facendo il giro del web: “Vergogna, dove siamo arrivati? Un signore dal cuore d’oro ha pagato per mio figlio, rifiutando persino il bonifico di restituzione, mentre chi doveva fare il suo lavoro ha mostrato solo crudeltà”.
Rosaria ha già annunciato che denuncerà l’accaduto, chiedendosi come sia possibile lasciare un minore da solo in mezzo al nulla per una questione di spiccioli, specialmente quando il titolo di viaggio c’era ma era “tradito” dalla tecnologia.