Il sostituto commissario finito ai domiciliari avrebbe chiesto denaro in cambio di favori illeciti. Indagate altre 20 persone.
Locri – Un sostituto commissario della polizia stradale, responsabile del distaccamento di Brancaleone, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza di Locri. L’operazione è stata condotta nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri.
Il provvedimento restrittivo è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari di Locri, che contesta al funzionario i reati di corruzione, concussione e falso in atto pubblico. Nell’inchiesta figurano come indagate altre venti persone, tutte estranee all’organico della Polizia Stradale.
Secondo quanto comunicato dalla Procura, l’arresto conclude una complessa attività investigativa basata su intercettazioni telefoniche e informatiche, oltre a numerose acquisizioni di documenti. Le indagini sono partite dalla denuncia di un autotrasportatore che si era presentato alla sezione della polizia stradale di Palmi per segnalare un pagamento illecito effettuato al sostituto commissario.
Sulla base degli elementi raccolti, ritenuti dal Gip dotati di gravità indiziaria, emergerebbe che l’indagato, sfruttando la propria qualifica e la posizione di vertice, avrebbe violato sistematicamente i doveri istituzionali. In particolare, avrebbe spinto titolari di aziende di autotrasporto a versargli denaro in cambio di prestazioni illegittime.
Tra i comportamenti contestati figura la concessione ad alcuni conducenti di continuare a circolare nonostante il provvedimento di ritiro della patente, fornendo loro indicazioni su come evitare i controlli stradali.
Secondo la Procura, il sostituto commissario comunicava in anticipo i turni di servizio degli altri agenti di polizia, non registrava i verbali di ritiro patente nei database utilizzati dalle forze dell’ordine e proponeva ai soggetti fermati la possibilità di evitare multe, perdita di punti e provvedimenti amministrativi mediante il versamento diretto di somme in contanti.
L’inchiesta prosegue per ricostruire l’intera rete di coinvolgimenti e responsabilità.