La Corte d’Appello di Roma ha ribaltato la sentenza di primo grado perché “il fatto non sussiste”.
Roma – Nuovo capitolo della saga infinita tra Mocavero (Centopercentoanimalisti) e l’influencer animalista Enrico Rizzi. Martedì 27 gennaio, la Corte d’appello di Roma ha assolto Paolo Mocavero, perché il fatto non sussiste, ribaltando così la sentenza del Gip di Roma che lo aveva condannato il 17 giugno del 2025 per stalking e minaccia grave ai danni di Enrico Rizzi.
Assolto quindi con formula piena Paolo Mocavero, il quale fin dal primo istante ha sempre dichiarato la propria innocenza, che era anche stato sottoposto, a seguito della denuncia di Rizzi, al braccialetto elettronico con il divieto di avvicinarsi allo stesso, nonostante la faida tra i due avesse sempre visto, come campo dello scontro (dialettico, benché acceso) solo il palcoscenico social, ma soprattutto, nonostante la distanza geografica tra i due fosse di oltre 600 km.
“Finalmente potrò tornare ad esercitare il diritto, costituzionalmente garantito, di manifestare il mio pensiero a tutela del mondo animale, dato che ad alcune manifestazioni non ho potuto partecipare per evitare il rischio di incontrare Rizzi” ha riferito Mocavero, il quale ha voluto anche porre l’accento sull’ottimo lavoro del suo nuovo avvocato, Andrea Frank del Foro di Padova, che ha smontato punto per punto gli assunti di Rizzi, nonché le motivazioni della sentenza di primo grado, unitamente al collega Davide Stasi.
Il Pm aveva chiesto l’assoluzione di Mocavero e così è stato. Mocavero aggiunge: “Per un anno e mezzo ho dovuto indossare il braccialetto elettronico senza aver mai minacciato o stalkerizzato nessuno, strumento, vista la carenza, che magari avrebbe potuto salvare qualche reale vittima di femminicidio. Sono circa 70.000 gli euro spesi in questi anni dai contribuenti per la mia misura cautelare”.