Stretta sul denaro sporco negli scali internazionali

Guardia di Finanza e Dogane rafforzano i controlli: intercettati movimenti sospetti per oltre 13,8 milioni di euro.

Roma – Prosegue l’azione della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a presidio della legalità economico-finanziaria negli scali aeroportuali “Leonardo da Vinci” e “G.B. Pastine“, principali punti di transito internazionale del Paese. I finanzieri del Comando Provinciale insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, attraverso l’azione svolta dalle rispettive compagini aeroportuali di Fiumicino e di Ciampino, hanno ulteriormente potenziato i controlli sulla movimentazione transfrontaliera di denaro contante, intercettando flussi valutari irregolari per oltre 13,8 milioni di euro.

Le attività hanno portato al sequestro di 956.715 euro in contanti e alla verbalizzazione di 1.007 persone, con oblazioni versate per complessivi 727.434 euro. L’attività rientra nel più ampio dispositivo di vigilanza economico-finanziaria attuato dal Corpo nei principali snodi di collegamento con l’estero ed è finalizzata a prevenire e reprimere le violazioni in materia valutaria, spesso collegate a fenomeni di evasione fiscale, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita.

I controlli si fondano sull’articolo 3 del decreto legislativo n. 195 del 2008, che impone l’obbligo di dichiarazione per il trasferimento transfrontaliero di denaro contante pari o superiore a 10.000 euro, o al valore equivalente in valuta estera. L’obbligo riguarda non solo il contante, ma anche assegni, titoli al portatore e altri strumenti finanziari assimilati.

La normativa non limita il possesso di denaro, ma mira a garantire la trasparenza dei flussi finanziari, consentendo allo Stato di monitorare la circolazione di ingenti somme di contante. L’omessa o infedele dichiarazione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative proporzionate all’importo eccedente la soglia consentita, con la possibilità di definire la violazione mediante oblazione.