Calenda corteggia Forza Italia, Tajani apre al dialogo

Il segretario di Azione all’evento azzurro di Milano rilancia l’area moderata e attacca duramente Salvini.

Milano – Un’inedita alleanza si profila all’orizzonte della politica italiana. Carlo Calenda ha utilizzato il palco dell’iniziativa milanese di Forza Italia per lanciare segnali di disponibilità verso il partito di Antonio Tajani, tracciando però confini netti rispetto ad altre forze politiche.

Il leader di Azione non ha risparmiato critiche taglienti al vicepremier Matteo Salvini, accusandolo di aver accolto al Viminale Tommy Robinson, figura controversa dell’estrema destra britannica con precedenti penali e problemi di dipendenza. Secondo Calenda, un comportamento simile da parte di un ministro della Repubblica dovrebbe portare alle dimissioni immediate.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto Tajani, che ha definito Robinson incompatibile con i propri valori, pur lasciando al collega di governo la libertà di gestire i propri incontri. Il segretario azzurro ha comunque ribadito che personalmente non avrebbe mai ricevuto l’attivista britannico.

Durante il suo intervento, Calenda ha delineato la necessità urgente di costruire un polo liberale, popolare e riformista capace di sottrarsi sia alle derive sovraniste della destra sia alle posizioni estremiste della sinistra. L’ex ministro ha espresso l’impossibilità di condividere progetti politici con figure come Conte, Bonelli e Fratoianni da una parte, ma anche con Vannacci e Salvini dall’altra.

Il segretario di Azione ha messo in dubbio la tenuta del tradizionale sistema bipolare italiano, interrogandosi sulla capacità della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di resistere alle sirene dell’estrema destra europea quando questa dovesse affermarsi maggiormente nel continente. Ha inoltre sottolineato di voler mantenere distanza sia da chi mostra simpatie per Hamas sia da chi rappresenta interessi russi nella politica italiana.

Il vicepremier ha accolto con interesse l’apertura di Calenda, ricordando come Forza Italia abbia già sperimentato dialoghi trasversali, come quello con i Radicali sui temi della giustizia. Tajani ha evidenziato le competenze economiche dell’ex ministro e la sua esperienza alla guida di Confindustria come elementi che facilitano il confronto, mantenendo però un atteggiamento attendista sul futuro della collaborazione.

L’ipotesi più concreta di collaborazione riguarda le amministrative nelle grandi città, con Milano in prima fila. Il modello a cui guarda Forza Italia è quello sperimentato in Basilicata, dove Azione ha sostenuto il candidato azzurro alla presidenza della Regione. L’idea sarebbe quella di convergere su una candidatura civica di matrice moderata.

Calenda, attualmente all’interno della coalizione che sostiene il sindaco Beppe Sala, ha lasciato intendere che le scelte nelle metropoli si baseranno sulla qualità delle persone proposte e sulla loro capacità di affrontare concretamente i problemi cittadini, evitando approcci ideologici.

Alessandro Sorte, segretario lombardo di Forza Italia, ha confermato che i contatti con Azione sono iniziati mesi fa proprio in vista della partita milanese, ritenuta conquistabile per il centrodestra. Sorte si è detto convinto che le prossime elezioni si decideranno nell’area centrale dello schieramento politico.

A rafforzare lo scenario di possibile intesa è intervenuto anche Paolo Berlusconi, che ha definito Calenda un politico di qualità e ha espresso l’auspicio di vederlo entrare nella coalizione di centrodestra.

Calenda ha poi chiarito sui social network che le sue posizioni restano ancorate a una precisa identità europeista, ribadendo la necessità di prendere le distanze da chiunque mostri ostilità verso l’Occidente e l’Unione Europea, sia all’interno della maggioranza che dell’opposizione.