Cinque misure cautelari per sfruttamento della prostituzione e autoriciclaggio: sequestrati locali e denaro.
Padova – In Camposampiero e Pianiga, presso due night club, militari della Compagnia carabinieri di Cittadella, sotto la direzione della Procura della Repubblica patavina, hanno eseguito cinque misure cautelari personali, emesse dal Gip del Tribunale di Padova, rispettivamente tre di arresti domiciliari e due dell’obbligo di dimora e di presentazione quotidiana alla p.g., nei confronti di 5 soggetti italiani – quattro sessantenni ed un cinquantenne, due dei quali già gravati da precedenti penali e di polizia – accusati, a vario titolo, di reclutamento, “favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso”, per aver contribuito a gestire, con diversi ruoli, una stabile attività di offerta di prestazioni sessuali a pagamento da parte di giovani ragazze all’interno dei privé di un locale notturno.
A due degli indagati, l’autorità giudiziaria patavina contesta anche il reato di “autoriciclaggio”. Nel corso dell’operazione, sono state eseguite, altresì, correlate attività di perquisizione personale e domiciliare a carico degli indagati. I carabinieri hanno, inoltre, sottoposto a sequestro preventivo il night club “New Gilda” di Camposampiero e oltre 12.000 euro, ritenuti provento diretto dell’attività illecita di sfruttamento della prostituzione, “ripuliti” da due dei 5 indagati tramite versamento sui conti di una società a responsabilità limitata e di un’associazione culturale di cui la coppia aveva il controllo, e da lì immessi nel circuito dell’economia legale con reimpiego per la gestione del locale notturno.
L’emissione della misura cautelare scaturisce da articolata indagine, anche di natura tecnica, condotta da personale del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Cittadella, tra il mese di settembre 2024 ed il mese di maggio 2025. Nella circostanza, le indagini sono state avviate a seguito di alcuni accertamenti incidentali, svolti dai militari nel corso del normale servizio di controllo del territorio.
L’attenzione degli investigatori dell’Arma, già nel mese di settembre 2024, è stata richiamata da alcuni controlli effettuati nei confronti di donne, italiane e straniere, non residenti nell’Alta Padovana, che risultavano essere, periodicamente, ospitate in alcune strutture ricettive prossime a Camposampiero. A seguito di più mirati accertamenti, i carabinieri hanno ricostruito che le stesse donne, nel periodo in cui venivano alloggiate presso alcuni B&B della zona, risultavano essere assunte presso un’associazione culturale, quali figuranti di sala/ragazze immagine e che, nel medesimo arco temporale, le stesse svolgevano detta attività presso il night club “New Gilda 5” di Camposampiero.
Mirati riscontri hanno, poi, permesso ai militari dell’Arma di delineare con precisione non solamente l’organico delle donne presenti nel locale, ma anche l’organizzazione societaria alla base dell’attività d’intrattenimento, nonché il giro di clienti ed avventori del locale pubblico.
Grazie ad un più approfondito controllo serale dei carabinieri della compagnia di Cittadella all’interno del “New Gilda 5”, nel mese di dicembre 2024, sono stati raccolti ulteriori indizi e dettagli ed i successivi approfondimenti investigativi, hanno permesso di appurare che i 5 indagati avessero strutturato un comprovato e fruttuoso giro di prostituzione, mascherato da attività d’intrattenimento.
Gli indagati – in concorso tra loro ma ciascuno, come detto, con ruoli diversi – si occupavano anzitutto del reclutamento delle giovani donne da destinare all’attività di prostituzione, e poi si facevano carico di gestire aspetti logistici quali l’alloggio in apposite strutture alberghiere e il trasporto verso il luogo di lavoro.
Le prestazioni sessuali, anche con rapporti completi, avvenivano, con regolarità, all’interno di appositi privé messi a disposizione all’interno del locale New Gilda di Camposampiero, sotto la sorveglianza di alcuni indagati e con la consapevolezza di tutti gli altri.
Il corrispettivo del singolo rapporto sessuale veniva stabilito dagli indagati secondo un tariffario ben preciso, comunicato sia ai clienti che a tutte le ragazze, molte delle quali risultavano formalmente prestare opera quali ragazze immagine/figuranti di sala ed inquadrate tra il personale dipendente dell’associazione culturale che gestiva il locale.
Al termine della prestazione, il pagamento – che poteva avvenire con bancomat o in contanti (in questo caso, con uno sconto) – era effettuato talora direttamente nelle mani delle ragazze, talora ai gestori del locale e talora in cassa, venendo registrato come regolare consumazione. In ogni caso, una quota variabile di quanto incassato all’esito dei rapporti sessuali, veniva trattenuto dagli sfruttatori; i guadagni venivano redistribuiti alle ragazze o tramite consegna di buste di denaro contante, a fine serata, oppure tramite successivi bonifici bancari o ricariche effettuati dai conti correnti delle società coinvolte ed amministrate dagli indagati, a titolo di compensi per il lavoro di animazione all’interno del locale.
I proventi trattenuti dagli sfruttatori venivano in parte fatti oggetto di diretta appropriazione da parte degli indagati, ma in parte venivano versati sui conti dei soggetti giuridici che avevano la gestione del locale, per essere poi utilizzati per alimentare l’attività “di facciata”, tramite pagamento di stipendi, canoni e forniture.
In fase di esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare, i carabinieri hanno altresì eseguito un decreto di perquisizione delegata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Padova presso il night club “Les Folies” di Pianiga (VE), ritenuta dagli investigatori attività gemella del “Night Club New Gilda 5”, diretta dai medesimi indagati e presso la quale risultano essere state impiegate molte delle donne sfruttate, sebbene in quel luogo non siano state osservate direttamente attività di prostituzione.
Le attività d’indagine proseguiranno per accertare con maggior esattezza l’estensione dell’attività di prostituzione e l’entità del profitto illecito che ne è derivato.