Pronto soccorso al collasso, l’accusa del sindacato

Undici ore di attesa per un paziente oncologico riaccendono il dibattito su carenze di personale, posti letto e servizi in affanno.

Roma – UGL Salute Marche esprime forte preoccupazione per quanto accaduto al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, dove un paziente oncologico di 60 anni ha dovuto attendere per undici ore, trascorrendo gran parte del tempo su una sedia metallica e, in alcuni momenti, anche a terra, in condizioni che destano seria attenzione.

“Quanto accaduto a Senigallia – dichiara Benito Rossi, segretario regionale UGL Salute Marchenon rappresenta purtroppo un caso isolato, ma evidenzia le difficoltà che la sanità marchigiana sta attraversando, con Pronto Soccorso sovraffollati e pazienti fragili costretti ad attese prolungate”.

Un paziente oncologico, entrato in codice arancione, ha dovuto attendere diverse ore prima di ricevere le cure necessarie, in assenza di una barella disponibile e con evidenti disagi. “Non è accettabile – prosegue Rossiche una persona affetta da una patologia così delicata debba affrontare attese tanto lunghe in condizioni non adeguate. Non si tratta di responsabilità dei singoli operatori, che lavorano in situazioni complesse, ma delle conseguenze di scelte politiche e gestionali che negli anni hanno inciso sull’organizzazione del sistema“.

Per la UGL Salute Marche, quanto avvenuto a Senigallia richiama l’attenzione sulle criticità strutturali della sanità regionale. “Da tempo segnaliamo – sottolinea Rossitempi di attesa difficili da sostenere, carenza di personale, insufficienza di posti letto e Pronto Soccorso che faticano a svolgere pienamente la loro funzione di presa in carico e cura”.

Il sindacato sollecita la Regione Marche ad avviare interventi concreti e strutturali: assunzioni di personale sanitario, rafforzamento dei servizi di emergenza-urgenza, incremento dei posti letto e una riorganizzazione che garantisca maggiore dignità ai pazienti e migliori condizioni di lavoro agli operatori.

“Da Senigallia – conclude Benito Rossiarriva un segnale che merita attenzione e risposte. La sanità pubblica deve poter offrire assistenza adeguata a chi soffre. La UGL Salute Marche continuerà a collaborare e a segnalare le criticità affinché il diritto alla cura sia pienamente tutelato”.