Denunciate dai finanzieri tre persone nell’area di Termini e verbalizzate sei attività per attività irregolari e in materia di lavoro.
Roma – Proseguono le attività di controllo disposte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. All’indomani delle attività svolte con l’arma dei carabinieri, i finanzieri hanno eseguito un servizio straordinario di controllo economico del territorio nell’area della Stazione Termini, in collaborazione con personale della Questura.
L’operazione ha nuovamente interessato l’area immediatamente adiacente allo scalo ferroviario. Nell’ambito del dispositivo interforze, la GdF ha operato con riferimento ai profili economico-finanziari, mentre la polizia ha curato i profili di ordine e sicurezza pubblica, procedendo all’identificazione dei soggetti e alla verifica della regolarità della loro posizione sul territorio nazionale.
Nel corso delle attività volte alla tutela della proprietà industriale e alla difesa del Made in Italy sono stati sottoposti a sequestro complessivamente 8.100 capi di abbigliamento e accessori moda esposti alla vendita e risultati contraffatti. A seguito dei riscontri, tre persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria.
Inoltre, durante un controllo presso un esercizio di vendita al dettaglio e all’ingrosso di articoli di casalinghi e bigiotteria, sono stati sequestrati 13.250 bracciali privi delle indicazioni obbligatorie previste dal cosiddetto “Codice del Consumo”, con la conseguente segnalazione di una persona alla Camera di Commercio.
Nel corso dell’operazione sono state controllate 20 persone ai fini della verifica del rispetto della normativa in materia di ingresso e permanenza sul territorio nazionale, riscontrando un posizione con permesso di soggiorno scaduto.
Sono stati inoltre effettuati controlli di natura fiscale e in materia di lavoro, che hanno interessato nove attività commerciali. Le verifiche hanno consentito di accertare sei casi di mancata emissione del documento fiscale nonché la presenza di un lavoratore irregolare, anch’egli con permesso di soggiorno scaduto.