Sei presunte vittime, tra cui un bambino di 10 anni. La Corte d’assise infligge una pena severa al professionista.
Brescia – Una condanna pesante segna la chiusura di un caso che ha scosso il nord Italia. La Corte d’assise di Brescia, presieduta da Roberto Spanò, ha inflitto vent’anni di reclusione a un osteopata accusato di violenza sessuale aggravata su più pazienti, tra cui diversi minorenni. Si tratta di una pena superiore ai sedici anni richiesti dalla pubblica accusa, a conferma della gravità dei fatti accertati.
Secondo le indagini, le presunte vittime sarebbero sei, di cui quattro minorenni, incluso un bambino di 10 anni al momento dei fatti. Il professionista, di origine albanese e residente a Bologna, ha operato per anni in Franciacorta e in altre zone del nord Italia, effettuando visite sia in studi e ambulatori sia a domicilio. È proprio durante questi trattamenti osteopatici che si sarebbero consumate le violenze contestate.
Le indagini dei carabinieri e della Procura sono partite nell’estate del 2023 a seguito della denuncia dei genitori di un ragazzino di Rovato. In poche settimane i militari hanno ricostruito la rete di contatti dell’osteopata, allora 45enne, individuando almeno altre cinque presunte vittime, tra cui il bambino di 10 anni. L’uomo è stato quindi arrestato e detenuto in carcere in attesa del processo.
Durante il dibattimento, l’imputato ha sempre respinto le accuse, sostenendo che i trattamenti contestati rientravano nella normale pratica professionale e fornendo la propria versione dei fatti. Anche nell’ultima udienza ha ribadito la propria innocenza, ma la Corte d’assise di Brescia non ha ritenuto attendibile la sua versione, dando invece credito ai racconti delle vittime. La condanna finale di vent’anni di reclusione supera quindi la richiesta iniziale della pubblica accusa e sottolinea la gravità dei reati accertati.