Piano Casa, Meloni annuncia centomila alloggi a canone ridotto entro il 2036

Il progetto governativo punta su affitti agevolati, rent to buy e permute immobiliari. Stanziato quasi un miliardo di euro fino al 2030.

Roma – Durante l’incontro con la stampa, la presidente del Consiglio ha illustrato i contenuti del Piano Casa che il governo intende presentare nelle prossime settimane. L’iniziativa prevede la realizzazione di centomila abitazioni a prezzi contenuti nell’arco di un decennio, cui si aggiungeranno interventi dedicati all’edilizia residenziale pubblica.

L’intervento risponde a una crisi che investe l’intero continente europeo: secondo dati del Comitato delle Regioni UE, tra il 2010 e il 2023 i valori immobiliari sono cresciuti mediamente del 48%, mentre i canoni di locazione hanno registrato un incremento del 22%. In Italia la situazione risulta particolarmente critica per circa il 10% delle famiglie, che destinano almeno il 40% delle proprie entrate all’affitto. Il fenomeno degli affitti turistici brevi ha ulteriormente contribuito alla tensione del mercato nelle grandi città.

Inizialmente dotato di appena 660 milioni di euro, il Piano ha visto crescere la propria dotazione finanziaria grazie all’integrazione con fondi europei dedicati al clima e allo sviluppo territoriale. Le risorse complessive ammontano ora a circa 970 milioni di euro distribuiti tra il 2026 e il 2030, con apporti aggiuntivi di 116 milioni quest’anno e 216 milioni nel 2027.

Il programma, che dovrà essere formalizzato attraverso un decreto del presidente del Consiglio con il coinvolgimento dei ministeri competenti, articola diverse soluzioni. Per giovani, coppie e genitori separati è previsto il ricorso al “rent to buy”: contratti decennali che permettono di abitare l’immobile versando un canone, con possibilità finale di acquisto scalando parte di quanto già pagato.

Per la popolazione anziana sono previsti interventi di recupero di unità abitative e la possibilità di ricorrere a permute immobiliari, ossia scambi di proprietà tra privati con eventuale conguaglio economico per compensare differenze di valore.

Confedilizia ha accolto positivamente l’annuncio, rilevando come esistano circa centomila immobili inutilizzati che necessitano di manutenzione o sono oggetto di occupazioni abusive. L’organizzazione auspica parallelamente l’introduzione di procedure accelerate per il rilascio degli immobili e incentivi fiscali sull’IMU per incrementare l’offerta locativa.

Restano in lista d’attesa per l’edilizia residenziale pubblica circa 250mila nuclei familiari, per i quali il governo prevede interventi aggiuntivi rispetto alle centomila abitazioni a canone calmierato.