Dopo la pausa natalizia temperature insufficienti in molti istituti: un terzo degli alunni segue le lezioni coperto di strati extra.
Al rientro in classe dopo la pausa natalizia, per molti studenti il problema principale non è stato riprendere il ritmo delle lezioni, ma resistere alle basse temperature nelle aule. In numerosi istituti italiani, il ritorno sui banchi è avvenuto in ambienti freddi, con disagi diffusi che in alcuni casi hanno portato anche a forme di protesta organizzata.
Secondo una rilevazione condotta da Skuola.net su 1.200 studenti delle scuole medie e superiori, circa otto ragazzi su dieci hanno percepito condizioni termiche insufficienti. Il 60 per cento degli intervistati ha riferito di aver avvertito più freddo del normale durante le ore di lezione, mentre un ulteriore 17 per cento ha dichiarato di non aver notato miglioramenti rispetto al passato, confermando un disagio ormai strutturale.
Il quadro è strettamente legato allo stato dell’edilizia scolastica. I dati del ministero dell’Istruzione aggiornati a settembre 2025 indicano che una parte degli edifici non è dotata di impianti di riscaldamento o presenta informazioni incomplete sul loro funzionamento. A questo si aggiunge l’uso ancora prevalente di sistemi a metano, diffusi soprattutto in strutture costruite prima degli anni Settanta, costosi da mantenere e poco efficienti dal punto di vista energetico. Una combinazione che contribuisce a rendere difficile garantire temperature adeguate, soprattutto nei periodi più freddi.
Per molti studenti il problema è stato aggravato dalla mancata accensione anticipata degli impianti prima della ripresa delle lezioni, scelta spesso legata a esigenze di risparmio. Ambienti rimasti freddi per settimane, infissi poco isolanti e la necessità di arieggiare frequentemente le aule per motivi sanitari hanno fatto il resto. Non mancano poi segnalazioni di impianti guasti o regolati al minimo per contenere i consumi.
Il risultato è che oltre un terzo degli studenti ha seguito le lezioni con giacche e cappotti indossati. In alcuni casi si è arrivati a soluzioni di emergenza, come l’uso di coperte o stufe portatili, fino alla riduzione dell’orario scolastico. Una situazione che riporta al centro il tema delle condizioni strutturali delle scuole e della necessità di interventi capaci di incidere non solo sull’offerta educativa, ma anche sulla qualità quotidiana della vita in classe.