Agguato ultras prepartita: pullman deviato per cercare lo scontro

Una settantina di tifosi scende armata di aste e cinghie davanti a un bar rivale: due arresti, 53 deferiti e DASPO in arrivo.

Como – La polizia di Stato, dopo aver sventato il tentativo di un gruppo ultras bolognese di scontrarsi con i tifosi del Como ha arrestato per aver lanciato oggetti durante una manifestazione sportiva – art 6bis L 401/1989 – e per resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale, un bolognese di 34 anni, con precedenti di polizia per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale, nonché svariati reati legati a violazioni commesse durante manifestazioni pubbliche, ed un 25enne ferrarese, con precedenti penali e di polizia, e che aveva appena terminato di scontare, nel mese di gennaio 2025, due anni di Daspo per violazioni della medesima natura. I due sono stati inoltre denunciati in stato di libertà per rissa aggravata.

Prima dell’afflusso delle tifoserie allo stadio, un pullman di tifosi ultras del Bologna, uscendo volutamente dallo svincolo di Como Lago, allo scopo di eludere il parcheggio di via Colombo dove sarebbe dovuto avvenire il consueto filtraggio preliminare, si è diretto nei pressi dello stadio, passando di fronte ad un bar di Viale Rosselli, noto luogo di ritrovo della tifoseria comasca.

A quel punto, tutti gli occupanti del pullman bolognese sono scesi, molti di loro travisati e armati di aste e cinghie, tentando lo scontro con la tifoseria comasca. L’immediato intervento del dispositivo di ordine pubblico presente in occasione della manifestazione sportiva, ha riportato in breve tempo la situazione alla calma, facendo risalire sul proprio bus tutti gli ultras bolognesi, protagonisti dell’agguato, portarli in Questura e identificarli, contando 70 persone, di cui 10 minori e 4 donne. Proprio la rapidità dell’intervento ha permesso di registrare nessun ferito e nessun danneggiamento. 

Dalle immediate risultanze info-investigative della D.I.G.O.S. di Como e dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere comunali, installate nelle zone interessate, si sono ben definite le responsabilità dei due soggetti i quali, sentito anche il P.M. di turno, sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del loro processo, che si celebrerà lunedì mattina in tribunale.

Al termine, sono 53 le persone deferite penalmente per la violazione della medesima Legge sulle manifestazioni sportive e indagate in stato di libertà per rissa aggravata.

Tutti i 10 minorenni, sentito il Pm presso la Procura del Minorenni di Milano, sono stati riaffidati ai loro genitori, fatti venire appositamente da Bologna e provincia per riprendersi i propri figli presenti in Questura a Como.

Nel contesto dei controlli anti-contraffazione effettuati ai tornelli dello stadio, la Guardia di Finanza di Como ha denunciato in stato di libertà per falso, 5 soggetti stranieri, tutti residenti in Germania.

Gli stessi avevano acquistato i tagliandi per un settore dello stadio diverso da quello della curva comasca dove stavano per fare accesso e dove inevitabilmente, il sistema elettronico di riconoscimento installato ai tornelli li ha respinti; i cinque infatti, avevano contraffatto i tagliandi in loro possesso. Tutti sono stati segnalati per le violazioni amministrative del Regolamento d’uso dell’impianto sportivo.

Inoltre un altro bus di tifosi, a seguito dei controlli, ha registrato la presenza di una decina di persone prive di tagliando che, ovviamente, non sono state fatte accedere allo stadio. L’intera comitiva di ultras, che per solidarietà aveva deciso di non accedere all’impianto, scortati dal personale di rinforzo del Reparto Mobile di Milano è stata accompagnata al limite di provincia, facendo rientro a Bologna.

Per tutti i 53 ultra del Bologna deferiti all’A.G. sono in corso di redazione da parte degli esperti della Divisione Anticrimine i provvedimenti di DASPO calibrati ai precedenti di polizia ed alle condotte di ognuno.