Confiscate aziende e partecipazioni per circa 13 milioni di euro

Le Fiamme Gialle hanno eseguito un decreto di prevenzione patrimoniale su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Salerno – I finanzieri hanno dato esecuzione a un decreto di confisca ex art. 24 del Codice Antimafia emesso dal locale Tribunale Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di questa nei confronti di Giovanni Citarella (classe ’68), avente ad oggetto partecipazioni societarie e complessi aziendali per un valore stimato in via prudenziale in circa 13 milioni di euro.

Tale provvedimento fa seguito ad un’analoga misura di prevenzione patrimoniale disposta nell’ottobre del 2021 con cui erano stati sottoposti a vincolo cautelare beni e aziende, tra cui le Infrastrutture Stradali S.c.p.a., per un importo stimato in 7 milioni di euro successivamente confiscati in via definitiva per effetto di pronuncia della Corte di Cassazione in data 3 ottobre 2024.

Secondo la ricostruzione operata, Giovanni Citarella, figlio del defunto Gennaro, imprenditore nocerino ucciso negli anni ’90 in un agguato camorristico, è stato ritenuto soggetto socialmente pericoloso, essendosi reso responsabile nel corso degli anni, tra l’altro, dei reati di intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti, corruzione, plurimi illeciti fiscali, oltre che di concorso in un tentato omicidio di stampo camorristico, vicenda per cui è stato condannato in via definitiva.

Parallelamente, era stato giudicato sproporzionato il valore dei beni riconducibili, direttamente o per interposta persona al nominato Citarella rispetto ai redditi da questi dichiarati, nel periodo di tempo compreso dal 1997 al 2012. Sulla base delle risultanze di concomitanti indagini di polizia giudiziaria e di ulteriori approfondimenti investigativi eseguiti dal G.I.C.O. delle Fiamme Gialle di Salerno, è stato possibile ricondurre al proposto anche la “CIEFFE Lavori S.r.l.” e la “CIEFFE Costruzioni S.r.l.”, benché formalmente rappresentate da Francesco Caccavalle.

La dotazione patrimoniale di tali ultimi soggetti economici, costituiti in un periodo successivo a
quello in cui si è manifestata la pericolosità sociale (1997-2012), è stata considerata un’oggettiva derivazione dell’accumulo di ricchezza illecita, in quanto “gemmazione” di altre aziende finanziate “a monte” con capitali proventi di reato.

Sotto questo profilo, i minuziosi accertamenti contabili eseguiti hanno permesso di riscontrare come le due menzionate società di capitali avessero ritratto le proprie risorse economiche e finanziarie, in fase di avvio della loro operatività, da alcune operazioni societarie straordinarie (scissioni e trasferimenti di azienda), realizzate da altre compagini societarie, riconducibili sempre Citarella e avviate nell’arco temporale in cui questi si era reso autore di molteplici condotte illecite.

Oltre a queste evidenze, le attività di intercettazioni telefoniche e telematiche hanno permesso di accertare il ruolo di effettivo dominus di Citarella nella gestione delle società oggetto dell’odierna confisca, nonostante non comparisse nella compagine sociale né rivestisse cariche sociali.

La “CIEFFE Lavori S.r.l.” e “CIEFFE Costruzioni S.r.l.” operanti sull’intero territorio nazionale nel settore della costruzione di infrastrutture stradali, nel periodo 2021/2024, sono state aggiudicatarie di appalti per un importo superiore ai 450 milioni di euro per opere da eseguire o in fase di esecuzione in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. Le società, attualmente gestite da Amministratori nominati dal Tribunale, stanno rispettando gli impegni contrattuali assunti – con salvaguardia dei posti di lavoro dei vari dipendenti – il che consentirà loro di incassare a completamento dei lavori oltre 73 milioni di euro.