Fermato per tentata rapina, è indagato per omicidio. Le telecamere lo riprendono entrare nel cortile con la ragazza e uscire da solo ore dopo.
Milano – Un cittadino peruviano di cinquantasette anni si trova attualmente rinchiuso nel carcere di San Vittore con l’accusa di tentata rapina, ma è al centro dell’inchiesta per la morte di Aurora Livoli, la diciannovenne trovata senza vita lo scorso lunedì mattina in un cortile condominiale di via Paolo Paruta a Milano.
L’uomo è stato arrestato la sera del 30 dicembre dopo aver aggredito una donna nella stazione della metropolitana di Cimiano nella mattinata di domenica 28 dicembre. Tuttavia, gli inquirenti hanno rapidamente collegato la sua presenza a un’altra vicenda ben più grave: proprio quella domenica sera era stato immortalato dalle videocamere di sorveglianza mentre entrava nello stesso cortile dove poi è stata rinvenuta la giovane.
I filmati acquisiti dagli investigatori mostrano una sequenza inequivocabile. Intorno alle 23 di domenica sera, Aurora e l’uomo attraversano il cancello nero che conduce ai palazzi: lei procede davanti, lui la segue. Circa due ore dopo, verso l’una di notte, l’uomo riappare da solo mentre lascia l’area. Ma i suoi spostamenti non terminano: rientra nuovamente nel vialetto interno e soltanto alle 3,30 del mattino abbandona definitivamente il luogo, dirigendosi verso Cascina Gobba.
Il procedimento è coordinato dal Pm Antonio Pansa, che ha iscritto il cinquantasettenne nel registro degli indagati per omicidio volontario. La giovane si era allontanata dalla residenza familiare in provincia di Latina il 4 novembre scorso, e da allora i suoi spostamenti fino all’incontro fatale con l’indagato restano oggetto di ricostruzione investigativa.
Dall’inizio della giornata odierna è in svolgimento l’esame autoptico sul corpo della diciannovenne. Il medico legale dovrà stabilire con precisione la natura delle lesioni e delle contusioni riscontrate sul cadavere. L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti è che la ragazza sia stata uccisa per strangolamento, ma solo gli accertamenti tecnici potranno confermare questa ricostruzione e fornire elementi decisivi per l’eventuale conferma delle accuse a carico dell’uomo attualmente detenuto.