Pedinamento e fendente al collo: le immagini inchiodano il 29enne. Sequestrata l’arma del delitto e richiesta la custodia cautelare.
Modena – I carabinieri del nucleo investigativo hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso da questa Procura della Repubblica nei confronti di un uomo, di 29 anni, di nazionalità italiana, gravemente indiziato del delitto di tentato omicidio in pregiudizio del sacerdote Grajales Gaviria Rodrigo, missionario operante nella parrocchia San Giovanni Evangelista di Modena.
La mattina del 30 dicembre 2025, in Via Castelmaraldo, subito dopo le ore 10.00, Don Rodrigo è stato accoltellato con un fendente vibrato sulla parte sinistra del collo dal suddetto uomo che, subito dopo, si è allontanato repentinamente, facendo perdere le proprie tracce.
Due dipendenti della trattoria “Ermes” hanno soccorso prontamente il religioso e chiamato immediatamente il 118 che è intervenuto rapidamente trasportando il ferito presso l’ospedale Baggiovara ove lo stesso è giunto in codice rosso, ed immediatamente sottoposto ad intervento chirurgico che ha consentito di salvargli la vita.
La stessa sera del 30 dicembre, al termine dell’operazione chirurgica, brillantemente eseguita dai sanitari del reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale di Baggiovara, il pubblico ministero ha assunto personalmente a sommarie informazioni in ospedale la persona offesa che ha riconosciuto nelle immagini, poco prima acquisite, il volto e le fattezze dell’accoltellatore, raccontando di non averlo mai conosciuto e di non avergli mai parlato in occasione del pedinamento; il religioso ha precisato altresì che il tutto era avvenuto in modo assolutamente repentino e imprevedibile, come del resto confermato dalle immagini della videosorveglianza.
Le immediate indagini attivate dai carabinieri del nucleo investigativo e della locale Compagnia hanno permesso di acquisire le immagini della telecamera cittadina installata in Via della Pomposa che hanno documentato gli attimi immediatamente antecedenti l’accoltellamento e quelli successivi.
Dette immagini ritraevano, con una buona definizione, l’indagato negli attimi in cui aveva seguito il religioso e quelli in cui, subito dopo l’accoltellamento, si era dato alla fuga. Attraverso la meticolosa acquisizione di tutte le altre immagini delle telecamere di videosorveglianza, si è accertato che il fermato aveva pedinato la persona offesa per almeno venti minuti, senza tuttavia mai parlare con lo stesso.
Le ulteriori attività investigative hanno dimostrato che detto pedinamento aveva avuto origine dall’accertata presenza di entrambi a bordo del bus n. 6 dell’azienda di trasporto SETA, come confermato dalle immagini delle telecamere installate a bordo dell’autobus. Attraverso l’analisi dei fotogrammi è stata individuata la fermata del bus ove era salito a bordo l’indagato. Sulla scorta di ciò i carabinieri hanno individuato gli esercizi commerciali frequentati dallo stesso e la sua probabile dimora.
Le attività di appostamento, ininterrottamente eseguite dai carabinieri durante la notte tra il 31 dicembre e la mattina dell’1 gennaio, hanno consentito di individuare con sicurezza l’indagato, le cui fattezze erano perfettamente corrispondenti alle immagini che lo ritraevano, poco prima e subito dopo, il tentato omicidio.
In occasione della perquisizione locale e personale disposta ed eseguita personalmente dal pubblico ministero, coadiuvato dai carabinieri, è stato rinvenuto e sequestrato, sulla scorta peraltro delle indicazioni fornite dallo stesso indagato, il coltello a serramanico da quest’ultimo utilizzato per compiere il tentato omicidio. Detto coltello era stato da lui nascosto in un muretto di un immobile disabitato.
In occasione della perquisizione sono stati altresì rinvenuti e sequestrati tutti gli indumenti e le calzature indossati dall’indagato al momento del delitto. Al termine della perquisizione, questa Procura ha proceduto all’interrogatorio urgente dell’indagato in stato di fermo.
Attraverso gli ulteriori approfondimenti si è accertato che il fermato risultava da alcuni anni in cura presso un centro di salute mentale del circondario.
Questa Procura provvederà a richiedere al giudice per le indagini preliminari presso il locale tribunale la convalida del fermo e la misura cautelare personale ritenuta idonea nei confronti dell’indagato, ritenendo sussistente il concreto ed attuale pericolo che lo stesso, se lasciato libero, possa commettere altri gravi delitti con l’uso di armi o di altri mezzi di violenza personale. Il sacerdote accoltellato al collo è attualmente fuori pericolo.