Il professionista avrebbe utilizzato le apparecchiature del reparto per curare l’animale caduto dal sesto piano. Coinvolti altri due sanitari.
Aosta – Un primario ospedaliero aostano rischia di finire a processo per aver sottoposto il proprio animale domestico a esami clinici all’interno della struttura sanitaria pubblica in cui lavora. Il professionista, che dirige l’unità di Radiologia cardiovascolare e interventistica del nosocomio valdostano, è accusato di indebita appropriazione di beni pubblici e di aver esercitato abusivamente attività veterinaria.
I fatti contestati risalgono al 20 gennaio di quest’anno, quando il professionista sanitario avrebbe utilizzato le attrezzature diagnostiche del reparto per sottoporre a tomografia computerizzata e successivo intervento di drenaggio la propria gatta, precipitata da una notevole altezza. L’episodio avrebbe causato il ritardo nell’esecuzione degli esami programmati per due pazienti giunti al pronto soccorso.
Insieme al direttore dell’unità operativa, dovranno presentarsi all’udienza preliminare fissata per il 27 gennaio altri due professionisti: il primario del reparto di Radiologia generale e una tecnica di laboratorio. Il primo risponde delle medesime imputazioni del collega, mentre la donna è accusata di favoreggiamento per aver presumibilmente assistito agli esami sull’animale.
Secondo gli accertamenti investigativi, il giorno seguente alla tomografia, si sarebbe proceduto a un intervento che ha permesso all’animale di riprendere la funzionalità respiratoria. Le registrazioni digitali dell’esame diagnostico sarebbero state successivamente eliminate dal sistema informatico.
Il medico coinvolto ha difeso pubblicamente il proprio operato, dichiarando di non provare alcun rimorso per la scelta compiuta e aggiungendo che non si sarebbe perdonato se l’animale fosse deceduto. Sarà ora il Giudice dell’udienza preliminare a decidere se disporre il proscioglimento degli indagati o il rinvio a giudizio.