Dal Po all’Appennino, la destinazione riunisce tre province e oltre un milione di residenti in un percorso per un turismo responsabile.
Visit Emilia – Destinazione Turistica Emilia diventa la destinazione certificata più ampia per estensione territoriale del mondo occidentale e l’area più vasta per complessità tra abitanti, storia, morfologia e servizi.
È il turismo che rispetta i fiumi e i boschi, che ascolta chi abita i luoghi, che custodisce le tradizioni invece di consumarle. Da oggi questo modo di viaggiare ha una casa in più: Visit Emilia – Destinazione Turistica Emilia ha ottenuto la certificazione del GSTC – Global Sustainable Tourism Council, l’organismo internazionale che definisce gli standard mondiali del turismo sostenibile.
Una casa grande, va detto: 8.324 km² e circa 1,28 milioni di abitanti. Visit Emilia racconta e promuove le tre province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, in Emilia-Romagna, nel Nord Italia: tre città d’arte e, tutt’intorno, quattro paesaggi diversissimi tra loro. C’è il Po, il Grande Fiume, con le sue golene e i suoi silenzi; c’è la Pianura Padana, generosa e operosa; ci sono le colline, punteggiate di antichi castelli e di borghi; e c’è l’Appennino, il polmone verde di tutta la destinazione. Ed è proprio questa varietà a rendere il traguardo ancora più speciale.
Per dare la misura: fuori dall’Occidente, a superarla per estensione è The Red Sea, la destinazione certificata come sostenibile che si sviluppa lungo la costa occidentale dell’Arabia Saudita, tra Umluj e Al Wajh, con circa 28.000 km² e oltre 90 isole. Ma lì la popolazione residente è ancora molto ridotta e in gran parte legata al personale del progetto: circa 6.000 persone nel principale insediamento, con una previsione di circa 14.000 residenti-lavoratori a regime. Gli abitanti delle tre province emiliane sono oltre 90 volte di più anche rispetto a quella previsione: Visit Emilia è un territorio vissuto, abitato, attraversato ogni giorno da chi ci lavora e ci cresce.
Il riconoscimento è stato rilasciato da Vireo, ente certificatore riconosciuto dal GSTC, al termine di un anno di lavoro di un gruppo dedicato, accompagnato da Virtou, società specializzata nella consulenza GSTC. Il percorso è nato all’interno del più ampio progetto “Emilia sostenibile”.
“Il riconoscimento del Global Sustainable Tourism Council a Visit Emilia è una bellissima notizia per tutta l’Emilia-Romagna – sottolinea Roberta Frisoni, assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna – Dimostra che un territorio così ampio e così diverso, dal Po all’Appennino, può parlare con una sola voce quando sceglie la strada della sostenibilità. È la direzione su cui la Regione sta investendo: un turismo di qualità, capace di generare valore economico e sociale e di proteggere il patrimonio naturale e culturale che lo rende possibile”.
“È un traguardo che appartiene a tutta l’Emilia – commenta Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia – In quest’anno abbiamo bussato a tante porte, abbiamo ascoltato Comuni, imprese, università, associazioni e cittadini, e abbiamo scoperto che qui la sostenibilità non era una parola nuova: era già un modo di vivere, fatto di progetti concreti e di persone appassionate. La certificazione GSTC ci consegna un metodo e una responsabilità: continuare a crescere insieme, misurando ogni passo, perché chi viene a trovarci possa vivere il territorio senza consumarlo”.
“La certificazione GSTC di Visit Emilia come destinazione turistica sostenibile è un risultato di straordinario valore, che rende orgoglioso l’intero sistema turistico italiano. – Afferma Stefano Ravelli – Con i suoi 1,2 milioni di abitanti, è la destinazione certificata più grande al mondo, a testimonianza di un percorso capace di coinvolgere comunità, imprese e stakeholder in una visione condivisa di sostenibilità. Come Board Member del GSTC e Presidente del GSTC Italy Working Group, desidero sottolineare soprattutto il valore del lavoro svolto da una piccola organizzazione pubblica che, con visione, competenza e tenacia, ha saputo coordinare un progetto di portata internazionale”.
Per arrivare fin qui, la destinazione ha dovuto rispondere ai criteri GSTC per le destinazioni, raccolti in quattro grandi aree. La governance, cioè il modo in cui si costruiscono le relazioni con le istituzioni, le imprese e i residenti. La sostenibilità culturale, che riguarda la cura del patrimonio e degli eventi. La sostenibilità economica e sociale, che misura l’impatto del turismo dall’occupazione al terzo settore, fino alla mobilità sostenibile. E la sostenibilità ambientale: dal sistema dei parchi alla gestione di acqua, rifiuti ed energia, con le pratiche già in atto e i progetti in cantiere.
È stato un lavoro corale, fatto soprattutto di ascolto. Visit Emilia ha incontrato tanti soggetti che si occupano di questi temi, dai Comuni alle società di trasporto fino alle Università, e ha promosso 24 incontri partecipati sul territorio: 9 con gli stakeholder e le imprese turistiche, 15 con operatori e associazioni. Strada facendo sono emersi decine di progetti già avviati, dai laboratori universitari come il RESHub di Piacenza ai bilanci di sostenibilità di realtà come Barilla, da KilometroVerdeParma a Reggio 2030.
E poi c’è la natura, che qui è un patrimonio vero e vissuto. Il sistema dei parchi, con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e i parchi regionali, e due Riserve della Biosfera MaB UNESCO, l’Appennino Tosco-Emiliano e il Po Grande, raccontano un territorio dove boschi, crinali e acque sono custoditi con cura da generazioni. A tutto questo si aggiungono una raccolta di dati economici, culturali e ambientali, che scatta una prima fotografia del territorio e servirà a seguirne l’evoluzione nel tempo; una strategia condivisa da tutto il territorio, con la regia della Destinazione e il significativo contributo finanziario della Camera di Commercio dell’Emilia; la campagna di comunicazione “Emilia Come Te”, pensata per raccontare un’Emilia accogliente per chi ha a cuore la sostenibilità; e progetti europei come D3HUB, in partnership con altre destinazioni, accanto a una piattaforma che valuta il sentiment dei turisti e la qualità della loro spesa.
Ma la certificazione, come ogni viaggio che valga la pena, non è un arrivo: è un punto di partenza. Per mantenerla servirà continuare a coordinare tutti i soggetti coinvolti, monitorare progetti ed eventi verificandone i risultati e, soprattutto, far crescere la cultura della sostenibilità, che significa anche più qualità nell’accoglienza. Così, chi risale il Po in bicicletta, chi si perde tra i castelli delle colline o chi cammina sui crinali dell’Appennino sa di attraversare una terra che ha scelto di prendersi cura di sé. E di chi arriva. Per info: www.visitemilia.com



