Pedopornografia online: due arresti dopo mesi di indagini

La polizia ha sequestrato dispositivi informatici e centinaia di file illegali condivisi tramite piattaforme criptate.

Venezia – La polizia ha concluso una complessa attività investigativa finalizzata al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico online, coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia.

L’operazione, denominata “LUX CONTRA TENEBRAS”, ha consentito di individuare tre soggetti, residenti nel Nord Italia, ritenuti coinvolti, a vario titolo, nella detenzione e diffusione di ingente materiale pedopornografico, attraverso ambienti digitali dedicati allo scambio illecito di contenuti connessi allo sfruttamento sessuale minorile.

L’attività investigativa, sviluppata dagli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto in costante raccordo con il Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (CNCPO), ha preso avvio dal monitoraggio della rete Internet e dall’analisi delle tracce digitali lasciate dagli utenti durante la navigazione e le attività di condivisione online.

Le investigazioni tecniche, protrattesi per diversi mesi, hanno permesso di risalire all’identità di tre soggetti, tutti privi di precedenti di polizia e residenti nelle province di Venezia, Vicenza e Brescia, risultati utilizzare piattaforme e software dedicati allo scambio di materiale illecito.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite dagli operatori della polizia postale, due degli indagati sono stati arrestati nella flagranza del reato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

In particolare, uno dei soggetti, un sessantaseienne residente nella provincia di Venezia, al momento dell’accesso degli investigatori, stava scaricando e condividendo, attraverso il proprio personal computer, numerosi file pedopornografici mediante reti di scambio criptate.

Il secondo soggetto, un quarantanovenne residente nella provincia di Vicenza, è stato parimenti tratto in arresto poiché, nel corso della perquisizione domiciliare, trovato in possesso, nei dispositivi informatici in suo uso, di oltre 500 video di natura pedopornografica. Per entrambi gli arrestati, il Pm di turno della Procura della Repubblica di Venezia, informato degli esiti delle attività di polizia giudiziaria, ha disposto la misura degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il terzo soggetto, residente nella provincia di Brescia, è stato deferito all’autorità giudiziaria in stato di libertà.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici – computer, smartphone, supporti di archiviazione digitale e account telematici – sui quali sono state rinvenute centinaia di immagini e video pedopornografici raffiguranti minori, anche in tenerissima età, vittime di gravissimi abusi sessuali.

Tutto il materiale sequestrato sarà sottoposto ad approfondite analisi forensi da parte degli specialisti della Polizia Postale, al fine di verificare eventuali collegamenti con ulteriori soggetti coinvolti e identificare possibili reti di condivisione più ampie, operanti sia sul territorio nazionale sia in ambito internazionale.

Le attività investigative sono inoltre orientate, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia attivata attraverso i consueti canali di collaborazione investigativa, all’identificazione delle vittime minori ritratte nei contenuti sequestrati, che nella maggior parte dei casi risultano trovarsi all’estero.

Come frequentemente riscontrato nelle indagini relative allo sfruttamento sessuale minorile online, i soggetti coinvolti appartengono ai più diversi contesti sociali e professionali. Gli indagati esercitano infatti professioni eterogenee e conducono una vita apparentemente ordinaria; elemento comune riscontrato è una marcata familiarità con gli strumenti informatici e gli ambienti digitali della rete.