Uccisa da una statuetta lanciata dal balcone, i genitori del 13enne a processo

Il giudice monocratico ha fissato l’udienza al 23 ottobre: i due sono accusati di omessa vigilanza sul figlio.

Napoli – Si aprirà il 23 ottobre il processo a carico dei genitori del ragazzino ritenuto responsabile della morte di Chiara Jaconis, la turista trentenne di origine veneta deceduta il 17 settembre 2024 dopo essere stata colpita alla testa da una statuetta caduta da un balcone nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal Gip all’esito dell’udienza preliminare tenutasi il 26 giugno, su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Napoli lo scorso 20 aprile.

I due imputati dovranno rispondere di omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza sul figlio, che al momento dei fatti aveva tredici anni e fu pertanto prosciolto dal tribunale dei minorenni per non imputabilità. I genitori, assistiti dai propri legali, hanno sempre respinto ogni addebito, sostenendo di essere del tutto estranei all’accaduto e negando che la statuetta lanciata fosse di loro proprietà. A sostegno della propria posizione hanno depositato cinque perizie di parte e hanno impugnato la pronuncia relativa al figlio, chiedendo che venisse scagionato nel merito e non soltanto per ragioni anagrafiche.

Chiara Jaconis fu colpita da un grosso frammento della statuetta, che nell’impatto con un balcone sottostante si era frantumata prima di raggiungere la strada. Le ferite riportate alla testa si rivelarono fatali.