Ubisoft Milano, sciopero contro la riduzione dello smart working

I dipendenti della sede di Assago protestano contro il piano di rientro in ufficio. La mobilitazione prosegue, mentre i sindacati chiedono di riaprire il confronto con l’azienda.

Milano – Prosegue la mobilitazione dei lavoratori di Ubisoft Milano, azienda attiva nello sviluppo di videogiochi. Dopo il presidio organizzato ieri davanti alla sede di Assago, i 102 dipendenti sono oggi, mercoledì 7 ottobre, in sciopero contro la decisione di ridurre lo smart working e aumentare il rientro in ufficio.

“Vogliamo riaprire una seria trattativa con l’azienda – commenta Ludovico Di Muzio della Fiom di Milano – per ridiscutere le decisioni di Ubisoft Global sul rientro in ufficio, dopo che per anni le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto affidamento su una pratica di smart working estesa e sulla base di quello si sono organizzati la vita”.

Secondo la Fiom, l’età media dei dipendenti è di circa 30 anni e molti lavoratori risiedono anche a centinaia di chilometri da Assago. Il ritorno più frequente in sede, sostiene il sindacato, comporterebbe quindi un impatto significativo sull’organizzazione personale e familiare, oltre ai costi legati agli spostamenti e agli alloggi nell’area milanese.

I dipendenti della sede di Assago protestano contro il piano di rientro in ufficio

“È chiaro che il sottotitolo della decisione aziendale di far rientrare i lavoratori è l’incentivo alle dimissioni“, sostiene Di Muzio. La protesta non riguarda soltanto la sede italiana. Anche in altri Paesi europei, tra cui Francia e Spagna, i dipendenti di Ubisoft stanno scioperando contro le politiche aziendali sul lavoro da remoto e sul rientro in ufficio.

A Milano la mobilitazione prosegue con una seconda giornata di sciopero oggi, mercoledì 7 ottobre, e con una terza giornata prevista per domani, giovedì 8 ottobre. La protesta potrebbe proseguire anche la prossima settimana se da Ubisoft Global non arriveranno aperture considerate sufficienti per riavviare il confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali.