Un’organizzazione con capi, telefonisti e corrieri avrebbe colpito in diverse regioni. Scoperte 18 truffe e recuperati circa 50mila euro.
Trieste – Un nuovo filone d’inchiesta, a cui è stato dato il nome “Fumo del Vesuvio 2”, in segno di continuità con l’operazione che nel mese di marzo 2025 aveva permesso di arrestare 10 soggetti e denunciarne altri 29 per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe agli anziani anche con il metodo del “finto carabiniere”.
L’attività investigativa che ha portato all’operazione eseguita oggi nelle province di Napoli, Caserta, Isernia e Salerno, con la quale sono stati colpiti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere 3 soggetti – presunti vertici dell’associazione per delinquere smantellata – mentre ad altri 3 è stato notificato l’obbligo di dimora nel comune di residenza, oltre ad altri 10 denunciati, ha preso le mosse all’inizio del 2025 a seguito di un tentativo di truffa sventato ad Aurisina il 25 gennaio e di una truffa consumata poche ore dopo a Muggia dal medesimo autore.
Nell’occasione, il giovanissimo trasfertista aveva invano raggiunto, in località “Visogliano”, l’abitazione di due anziani coniugi, i quali, caduti inizialmente nel tranello, con l’aiuto di amici giunti inaspettatamente a casa, si avvedevano finalmente del raggiro e interrompevano la telefonata truffaldina.
Nel mentre il corriere, dopo un breve impaziente “assedio” fuori dalla recinzione dell’abitazione dei coniugi, veniva comandato dai suoi mandanti di desistere e di cambiare obiettivo per avviarsi, a bordo di un taxi, presso una nuova vittima, a Muggia, a cui purtroppo, in un attimo di disattenzione, il giovane sottraeva il denaro e gli ori racimolati dall’anziana signora e si dava a precipitosa fuga.
Le indagini immediatamente avviate dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Trieste consentivano di identificare in pochissimi giorni il giovanissimo corriere, riuscendo così ad identificare, man mano, dapprima i suoi mandanti e, successivamente, anche gli altri membri dell’associazione per delinquere in cui era stabilmente inserito. Inoltre, a distanza di poco più di due settimane dagli eventi a Muggia ed Aurisina, con la collaborazione dei colleghi di Torino, i militari del Nucleo Investigativo di Trieste riuscivano a far cogliere il giovane trasfertista nella flagranza di una truffa appena commessa ai danni di un’anziana signora, con recupero integrale della refurtiva per un valore pari a € 33.000 circa.
Ebbene, come sopra anticipato, gli investigatori, forti della specifica esperienza maturata con le indagini svolte nell’ambito dell’operazione “Fumo del Vesuvio”, avviavano da subito attività tecniche e indagini più mirate che permettevano in breve tempo di pervenire all’individuazione di una ben consolidata struttura criminale radicata nei quartieri del centro storico e dell’area orientale del capoluogo partenopeo, con ramificazioni nei comuni dell’immediata periferia nordorientale e dell’area vesuviana, riuscendo altresì ad identificare vari appartenenti al sodalizio ed, in particolare, i capi e promotori – nei confronti dei quali è stata emessa ordinanza di custodia cautelare – nonché la principale manovalanza, individuandone rango e ruolo all’interno della gerarchia malavitosa.
Gli elementi di convergenza con la precedente operazione “Fumo del Vesuvio”, infatti, tra i quali sicuramente l’origine campana dei soggetti individuati, hanno consentito da subito di allargare ulteriormente il quadro investigativo con il coinvolgimento dell’Arma di Napoli, che ha fornito una collaborazione fondamentale in termini di informazioni e supporto. Proprio questo ulteriore passo in avanti ha consentito di individuare ulteriori soggetti, ma soprattutto di scoprire e in alcuni casi, di prevenire truffe perpetrate in tutta Italia, sicuramente in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Marche e nella medesima Campania, in particolare consentendo di trarre in arresto nella flagranza o quasi flagranza di reato 5 autori di 3 truffe, recuperando per intero la refurtiva. Complessivamente, al momento, comprese le misure cautelari odierne, sono stati arrestati 8 soggetti, altri 19 denunciati in stato di libertà, scoperte 18 truffe e recuperati circa 50.000 euro di proventi.
Le indagini hanno acclarato l’esistenza di una struttura di tipo piramidale che vede alla base gli esattori, al centro i telefonisti e al vertice gli organizzatori. I telefonisti sono ubicati in località remote (in particolare nel centro storico della città di Napoli) mentre gli esattori operano in loco per l’accaparramento dei proventi dei delitti. Accanto a questi sono presenti altre figure che si occupano del procacciamento di SIM telefoniche intestate fittiziamente a persone ignare, del noleggio di autoveicoli, della ricettazione dei preziosi, del reclutamento di “manodopera” occasionale, e di ogni altro aspetto di carattere logistico.
L’attività investigativa svolta ha permesso inoltre di raccogliere significativi e solidi elementi di prova utili a dimostrare la connotazione associativa del sodalizio criminoso, il cui capo indiscusso è stato identificato in un 30enne, originario di Casalnuovo di Napoli ma da tempo trapiantatosi nel quartiere
Barra di Napoli, che si avvaleva della stretta collaborazione di altri soggetti non nuovi alla specifica attività criminosa in argomento, in quanto già indagati o condannati per fattispecie di reato associative finalizzate alla commissione di truffe ad anziani.