L’allarme dei vicini per l’odore insopportabile. L’anziana, dopo essere caduta, non aveva più le forze per rialzarsi.
Torino – Ci sono tragedie che si consumano nel più assoluto silenzio, dietro una porta chiusa, mentre il mondo continua a girare senza accorgersi di nulla. È quanto è emerso in un appartamento al civico 125 di largo San Paolo, a Torino, dove nella serata di martedì 22 settembre è stato scoperto il cadavere in avanzato stato di decomposizione di un uomo di 60 anni. Accanto a lui, riversa a terra ma ancora viva, la madre anziana: caduta con ogni probabilità diversi giorni prima, non era più riuscita a rialzarsi né a chiedere aiuto.
A dare l’allarme sono stati i vicini di casa, insospettiti da un odore insopportabile che ormai si spandeva per le scale del palazzo. Quando i soccorritori sono riusciti a entrare, davanti ai loro occhi si è materializzata una scena da incubo: il corpo dell’uomo, morto da giorni, e a pochi passi l’anziana madre, stremata ma cosciente, rimasta prigioniera della propria abitazione senza alcuna possibilità di muoversi.
Per forzare la porta è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Grugliasco Allamano. La donna, molto anziana, è stata immediatamente affidata ai sanitari del 118 Azienda Zero e trasportata in ambulanza all’ospedale Martini, dove è stata ricoverata. Le sue condizioni, pur delicate, non sarebbero preoccupanti: non è in pericolo di vita.
Sul posto sono giunti anche gli agenti della polizia di Stato, chiamati a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e a stabilire da quanto tempo l’uomo fosse deceduto. La prima ispezione del medico legale non ha evidenziato segni di violenza sul corpo: secondo i primi riscontri, la morte sarebbe riconducibile a cause naturali, un aspetto che gli accertamenti dovranno chiarire nei prossimi giorni.
Resta, sullo sfondo, il volto più amaro di questa vicenda: quello della solitudine. Per giorni nessuno si è accorto dell’assenza dell’uomo, né della madre rimasta a terra a pochi passi dal figlio senza vita. Una tragedia dell’isolamento che, dietro il freddo linguaggio della cronaca, racconta di due esistenze fragili scivolate via nel silenzio, lontane dagli sguardi di un intero quartiere.