Il primo responsabile era stato fermato l’8 aprile mentre l’altro indagato aveva fatto perdere le tracce rifugiandosi da un connazionale in zona San Donato, è stato però rintracciato e si trova ora in carcere.
Torino – La polizia di Stato ha rintracciato il secondo tunisino (classe 2004), gravemente indiziato del tentato omicidio commesso la sera del 3 aprile 2026, all’interno di un dehor di un ristorante sito nel quartiere torinese “Barriera di Milano”, in danno di due pakistani, in concorso con un connazionale già arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile il 4 aprile scorso.
L’indagine ha preso avvio la sera di venerdì 3 aprile, a seguito dell’intervento richiesto al 112 NUE per una lite con feriti, verificatasi presso un ristorante kebab, ubicato in corso Giulio Cesare.
Le Volanti e la Squadra Mobile hanno accertato che l’aggressione è stata perpetrata ai danni di cinque pakistani ad opera di due magrebini che, dopo essere arrivati al ristorante, mentre erano in attesa di ritirare del cibo da asporto, hanno iniziato a discutere con i pakistani, in quel momento seduti. I due magrebini hanno accusato questi ultimi di aver guardato poco prima in modo, a dire loro, insistente, una ragazza che stava consumando il pasto. I pakistani hanno poi risposto in modo evasivo per evitare un alterco ma i magrebini si sono avvicinati continuando ad inveire fino a quando uno dei due ha spruzzato nei loro confronti dello spray urticante.
Malgrado cercassero di difendersi, i due magrebini hanno impugnato dei coltelli, scagliandosi contro gli stessi e ferendo un uomo alla gamba ed un altro al capo. Inoltre, hanno ferito con un fendente alla mano un terzo uomo, nel frattempo intervenuto per sedare la lite; solo a quel punto, i due maghrebini si sono dati alla fuga.
I tre feriti sono stati trasportati d’urgenza presso l’ospedale “San Giovanni Bosco” ove, nel corso della nottata, il turco è stato dimesso, con prognosi di giorni 30 s.c., mentre i due pakistani sono stati trattenuti. Il primo, attinto da un profondo fendente alla coscia, è rimasto sin da subito cosciente, mentre il secondo, a causa di una emorragia cerebrale susseguente alle ferite riportate al capo, ha perso conoscenza ed è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Lo stesso è rimasto ricoverato, in coma farmacologico, in prognosi riservata ed in pericolo di vita, fino al 6 aprile scorso; data in cui i sanitari hanno sciolto la prognosi grazie ad un miglioramento del suo quadro clinico.
Dall’immediata susseguente attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile, è stato possibile identificare i due presunti responsabili della grave aggressione, entrambi privi di una stabile dimora.
Il primo è stato rintracciato la mattina seguente dei gravi fatti nel quartiere “Barriera di Milano” e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio; in sede di convalida di tale misura, il giudice per le Indagini Preliminari ha ravvisato a suo carico gravi indizi di colpevolezza, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere sia per lui che per il complice, il quale, fin da subito si era reso irreperibile.
Nella mattinata del 14 aprile, all’esito di serrate ricerche, il tunisino è stato rintracciato. Da giorni aveva trovato rifugio nella casa di un connazionale in zona “San Donato”. Gli investigatori l’hanno tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale.