Supercani da guerra clonati: la startup dei miliardari per l’esercito Usa

Dietro il progetto “Warhound” ci sono Ben Lamm, l’uomo che vuole resuscitare il mammut, e Palmer Luckey di Anduril.

Texas – Prendere i migliori cani dell’esercito americano, quelli che hanno già affrontato missioni, fiutato esplosivi e salvato vite, e farne delle copie perfette. Anzi, migliori dell’originale. Non è la trama di un film di fantascienza, ma il piano di “Warhound”, la startup appena uscita dall’ombra che vuole clonare e modificare geneticamente i cani militari degli Stati Uniti. A idearla due miliardari dai progetti visionari: Ben Lamm, il fondatore di Colossal Biosciences che sogna di riportare in vita il mammut lanoso, e Palmer Luckey, il creatore di Oculus e oggi a capo del colosso della difesa Anduril.

Il debutto è di quelli col botto: 200 milioni di dollari raccolti per una valutazione di 1,2 miliardi, con un round guidato da Sequoia e la partecipazione, tra gli altri, di In-Q-Tel, il fondo d’investimento legato alla Cia. “Il miglior amico dell’uomo merita la migliore tecnologia dell’uomo”, ha dichiarato Luckey.

Il problema da risolvere è concreto. Oltre l’80% dei cani militari americani arriva da allevamenti europei, sempre più rari e contesi con potenze rivali come Cina e Russia. E più della metà non supera il durissimo addestramento: alcuni degli scartati, secondo Forbes, vengono persino soppressi. Un esemplare costa fino a 9mila dollari, ma l’addestramento può superare i 60mila.

Ben Lamm. Foto Instagram

La ricetta di Warhound è tanto semplice quanto inquietante: selezionare i cani che hanno superato l’addestramento, conservarne il DNA, clonarli e intervenire sui geni per eliminare malattie come la displasia dell’anca e la degenerazione muscolare, o persino potenziare l’olfatto. “Questo è il futuro fantascientifico che ci avevano promesso”, ha detto Lamm. Le prime linee cellulari sono già state conservate, i primi cuccioli sono attesi all’inizio del 2027 e il primo impiego operativo tra circa due anni.

A completare il “supercane” ci penserà Anduril, con giubbotti antiproiettile, protezioni per occhi e orecchie e l’integrazione con il visore a realtà mista Eagle Eye, così che cane, conduttore e sistemi autonomi lavorino come un’unica squadra. Alla guida della società c’è David Spirk, ex Marine ed ex primo responsabile dei dati del Pentagono, passato anche per Palantir.

Palmer Luckey. Foto Facebook

Non mancano però le voci critiche. Joshua Morton, ex Navy Seal e fondatore di Canine Tactical, riconosce che la clonazione potrebbe “cambiare le regole del gioco“, ma avverte: può amplificare i difetti genetici di generazione in generazione, fino a rendere un cane aggressivo e difficile da addestrare. “Spero che sappiano cosa stanno facendo”, è il suo monito.

Per ora non c’è nessun contratto firmato. Ma la corsa ai cani soldato del futuro è ufficialmente cominciata.