Era in pigiama, non in servizio: il proiettile l’ha colpita all’addome. Operata d’urgenza, è in prognosi riservata. Non si esclude l’incidente.
Ancona – Un colpo secco, poi le urla e i passi di corsa nei corridoi. Era una domenica mattina come tante, quella del 1° novembre, nella palazzina dove alloggiano i giovani agenti della questura di Ancona, finché uno sparo non ha squarciato il silenzio. A terra, nei bagni comuni della zona alloggi, i colleghi hanno trovato una poliziotta di 26 anni, ferita all’addome da un proiettile. Ora è ricoverata all’ospedale regionale di Torrette in prognosi riservata, dopo un delicato intervento chirurgico.
Erano circa le 10 quando è scattato l’allarme: “Correte, c’è una collega ferita”. La giovane è un’agente in prova, arrivata nel capoluogo marchigiano soltanto quest’estate da fuori regione, al suo primo incarico. Quella mattina non era in servizio: probabilmente si era alzata da poco, perché indossava ancora il pigiama. Non fa pattuglie né servizio in volante, si occupa di pratiche e lavoro d’ufficio, per imparare un po’ di tutto.
Sono stati i suoi compagni di alloggio, altri poliziotti, a sentire il colpo e a precipitarsi da lei, tamponando la ferita in attesa dei soccorsi. In pochi minuti nel cortile della Questura sono arrivate l’automedica e un’ambulanza della Croce Gialla. Il quadro era drammatico: pressione bassissima ed emorragia in corso. Stabilizzata sul posto, la ragazza è stata trasportata in codice rosso a Torrette e portata subito in sala operatoria. Nel pomeriggio era previsto il trasferimento in rianimazione: le prossime ore saranno decisive.
Resta da capire come sia partito quel colpo. Tra le ipotesi c’è quella di uno sparo accidentale, ma la dinamica è ancora tutta da chiarire. L’arma è stata sequestrata, è stata aperta un’indagine ed è stata informata la Procura. La poliziotta sarà ascoltata non appena le sue condizioni lo permetteranno.
In Questura il tempo sembra essersi fermato, tra sgomento e incredulità. “Siamo affranti per quanto accaduto: stiamo lavorando per capire la dinamica. Ora è solo il tempo di pregare perché la collega si riprenda”, sono le parole del Questore di Ancona, Alfredo D’Agostino. Tutta la Questura si stringe attorno alla famiglia della 26enne, subito avvisata, e a una ragazza descritta da tutti come riservata e volenterosa, che aveva lasciato casa per indossare la divisa.



