Il piccolo camminava senza meta tra le auto. Sono stati i carabinieri a portarlo al sicuro e a rintracciare la madre, denunciata per abbandono di minore.
Catania – I carabinieri della Radiomobile della compagnia di Paternò, impegnati in un normale controllo del territorio a Santa Maria di Licodia, piccolo Comune in provincia di Catania, si sono trovati davanti una scena che ha gelato loro il sangue: un bambino di appena tre anni che camminava da solo, senza meta e senza nessun adulto accanto, lungo via Fontana.
Il piccolo procedeva incerto, all’ombra degli alberi che costeggiano la carreggiata, mentre le auto continuavano a transitare. Secondo quanto ricostruito, era scalzo e le temperature elevate rendevano il manto stradale rovente. Nessuno, intorno a lui, che lo tenesse per mano.
I militari si sono avvicinati con cautela, cercando di non spaventarlo. Lo hanno tolto dalla strada e messo al sicuro, lontano dal pericolo del traffico, prima di provare a capire come quel bimbo fosse finito lì, sfuggito a ogni sorveglianza.
È partita così una serie di ricerche che, in poco tempo, ha portato i carabinieri fino alla madre del piccolo, una donna di 33 anni domiciliata proprio a Santa Maria di Licodia. Il bambino le è stato riaffidato. Ma la fuga di quel figlio così piccolo, rimasto solo tra le auto, non è passata inosservata: la donna è stata denunciata per abbandono di minore.
Il reato è disciplinato dall’articolo 591 del Codice Penale e prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni per chi abbandona una persona minore di quattordici anni. Per “abbandono” non si intende necessariamente la volontà di liberarsi del bambino, ma il semplice venir meno all’obbligo di vigilanza: una circostanza che i giudici valutano guardando al tempo in cui il minore resta solo e al contesto in cui ciò accade. E le pene salgono se dall’abbandono derivano lesioni, fino ad arrivare da tre a otto anni nei casi più gravi.