Soffocata da un acino d’uva, morta bimba di 3 anni

Il decesso in ospedale dopo sei giorni di agonia. I genitori donano gli organi: “Trasformiamo il dolore in una speranza di vita per altri bambini”.

Jesi (Ancona) – Ci sono destini che si spezzano in pochi istanti, nel bel mezzo della festa, quando tutto sembra spensierato e la vita corre leggera tra le bancarelle. È il dramma che ha strappato al mondo una bambina di appena tre anni, morta nel tardo pomeriggio di lunedì all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dopo sei interminabili giorni di agonia. A ucciderla è stato un acino d’uva, andato di traverso e capace di toglierle il respiro in un attimo.

La tragedia si è consumata mercoledì 23 settembre, nel primo giorno delle Fiere di San Settimio, il patrono di Jesi. Un pomeriggio di gioia trasformato in incubo all’altezza dell’Arco Clementino, in mezzo alla folla, dove la piccola si era seduta con la mamma e altri bambini a gustare un po’ di frutta.

A vendere quell’uva era stato un ambulante barese, ancora sconvolto per ciò a cui ha assistito. “Ho ancora la pelle d’oca a ripensarci”, ha raccontato. “Era pieno di gente, la mamma ha comprato la frutta da me, era con la figlia e altri bambini. Si sono seduti nelle scalette qui vicino, dietro la bancarella, e ha accusato un malore.” Pochi secondi, e per la bimba è arrivato l’arresto cardiaco, quasi immediato, con la madre disperata che chiedeva aiuto tra la gente.

Immediato l’allarme al 112 e la corsa contro il tempo. I volontari della Croce Rossa hanno praticato le manovre di rianimazione e il cuore della piccola era sembrato ripartire. Poi il volo dell’elisoccorso Icaro, decollato da Torrette e atterrato davanti al pronto soccorso, con la bambina di nuovo in arresto. Appena il battito è tornato, è stata intubata e trasferita d’urgenza nella Rianimazione pediatrica del Salesi.

Sei giorni di attesa, speranza e preghiere. La piccola era assistita in sedazione profonda, sotto ventilazione meccanica e cure intensive, costantemente monitorata. Ma le sue condizioni non sono mai migliorate. Lunedì, alle 19:45, il collegio medico dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche ha dovuto accertare il decesso.

Nel dolore più assoluto, i genitori hanno compiuto un gesto che ha commosso tutta la comunità: hanno donato gli organi della loro bambina. “Hanno espresso la volontà di trasformare un dolore in una speranza di vita per altri bambini”, fanno sapere dall’ospedale. Un ultimo, immenso atto d’amore.