Un 81enne, dopo aver chiesto aiuto in un negozio di telefonia, si è ritrovato con 274 operazioni mai autorizzate: oltre 10mila euro spesi tra shopping e terme.
Bologna – Era bastato un gesto di fiducia, quello di un anziano che chiede una mano per non perdersi nel labirinto degli acquisti online. E proprio da quella fiducia è nata la trappola. Un pensionato di 81 anni si era rivolto a una commessa di un negozio di telefonia del centro per completare una semplice spesa su internet e, nei due mesi successivi, si è ritrovato la carta di credito prosciugata: 274 operazioni mai autorizzate, per un totale di 10.580 euro bruciati in vestiti, oggetti per la casa e persino soggiorni alle terme.
Tutto comincia il 19 novembre 2025. L’81enne varca la soglia del punto vendita per farsi assistere in un acquisto in Rete e, secondo la ricostruzione degli investigatori, è proprio in quei minuti che la commessa, una donna di 39 anni, riesce a impossessarsi dei dati della carta. Da quel momento parte una pioggia di addebiti che va avanti indisturbata fino al 6 gennaio 2026.
L’anziano non si accorge di nulla per settimane. Solo a metà gennaio, controllando i movimenti bancari, scopre la voragine aperta nei suoi risparmi e corre a presentare denuncia al commissariato Bolognina-Pontevecchio. Da lì scatta una complessa attività investigativa per dare un volto a quella sfilza di spese.
Gli acquisti erano stati effettuati soprattutto sulle piattaforme Shein e Groupon: capi d’abbigliamento, articoli per la casa, ma anche voucher per alberghi e centri benessere. Uno shopping senza freni, consumato interamente sulle spalle del pensionato.
Seguendo le prenotazioni fatte su Groupon, gli agenti hanno ricostruito i beneficiari dei servizi e sono arrivati a un soggiorno termale ad Abano Terme, in provincia di Padova, trascorso tra il 24 e il 25 maggio. Un dettaglio che ha permesso di identificare la donna e il suo compagno, un uomo di 43 anni, convocati negli uffici di polizia.
Messa davanti alle prove, dopo un primo atteggiamento evasivo, la 39enne ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver usato la carta per spese personali e regali. Anche il compagno è stato denunciato: a casa sua arrivava ogni giorno un flusso continuo di pacchi, giudicato incompatibile con le entrate della famiglia. Per entrambi è scattata l’accusa di utilizzo indebito di strumenti di pagamento in concorso e sostituzione di persona.
Ma il pensionato non sarebbe stato l’unico nella rete. Le indagini hanno fatto emergere altri due episodi legati allo stesso negozio: una cliente di 63 anni, che ha denunciato il 22 gennaio un ammanco di circa 47 euro, e una donna di 78 anni, bersaglio di tre tentativi di addebito falliti per complessivi 225 euro.



