Contestati 16 furti e 3 tentativi, compiuti con lo stesso modus operandi. Per i tre indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Ancona – I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo, coadiuvati in fase esecutiva dai colleghi delle Compagnie di Roma San Pietro e di Chieti, a Roma e Francavilla al Mare, hanno tratto in arresto 3 uomini d’origine albanese, dando così esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ancona, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
L’indagine ha preso avvio da un furto in abitazione perpetrato a Osimo, la notte del 14 aprile. In quell’occasione i tre furono controllati in auto al casello autostradale di Loreto. Sottoposti a perquisizione, erano stati trovati in possesso di una fede nuziale, di un fermabanconote in oro e di 2.090 euro, provento del furto con effrazione commesso a Osimo.
La complessa attività investigativa, partita dall’individuazione dell’auto in uso al sodalizio, ha consentito di raccogliere indizi di reato a carico dei tre per altri 19 furti in abitazione (16 consumati e 3 tentati), commessi tra i mesi di gennaio e aprile 2026, a Osimo, Sant’Elpidio a Mare, Recanati e Montecosaro.
I tre agivano secondo un consolidato modus operandi, connotato dal “pendolarismo criminale”, che vedeva il gruppo muoversi, sempre a bordo della stessa auto, da Silvi Marina (TE), per poi raggiungere la destinazione programmata e compiere le azioni predatorie in piena notte, praticando un foro nella finestra oppure forzando gli infissi, e agendo quando i proprietari delle abitazioni dormivano, per poi fare sempre rientro in Abruzzo.
I ruoli erano ben definiti, due erano gli esecutori materiali, mentre il terzo si occupava di accompagnare i complici e prelevarli in auto dopo i furti.
La refurtiva asportata, oltre a 5.000 euro in contanti, è costituita da gioielli, esclusivamente d’oro e d’argento, del valore solo approssimativamente stimato in 50.000 euro, a cui si devono aggiungere i danni da effrazione.
Il Gip, condividendo pienamente le risultanze delle indagini, effettuate dai carabinieri della Compagnia di Osimo, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale, ha disposto, pertanto, per i tre, rispettivamente di 48, 38 e 36 anni, la custodia cautelare agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico.
Due di essi erano già noti alle forze di polizia, uno dei quali anche per precedenti specifici. Nel provvedimento, il giudice per le indagini preliminari, valutato il quadro indiziario e viste le modalità delle condotte tenute, ha evidenziato la pericolosità del gruppo, che traeva i mezzi di sostentamento economico, in via prioritaria, dai furti in abitazione.



