Erano ricercati per vicende legate al traffico di droga. Uno dovrà scontare oltre quattro anni di reclusione nel nostro Paese.
Roma – Sono stati rintracciati ed arrestati dalla polizia di Stato, grazie alla sinergia investigativa con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed alla rete di collaborazione con le autorità di polizia estere, due uomini destinatari di distinti provvedimenti restrittivi emessi dalle Autorità romene e tedesche.
A localizzarli nella provincia di Roma sono stati gli investigatori della squadra mobile capitolina, che hanno accertato la presenza sul territorio di un cittadino di origine turca e di un cittadino romeno, entrambi ricercati in ambito internazionale in relazione a reati connessi agli stupefacenti.
Il primo, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità tedesca nell’ambito di un’indagine tuttora in corso, è stato individuato nella zona di Settebagni al termine di una serie di mirati servizi investigativi. Il secondo è stato invece rintracciato nel comune di Monterotondo.
Per il cittadino romeno, il procedimento avviato nel Paese d’origine si è già concluso con una condanna definitiva a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
Una volta accertata la loro identità, i due uomini sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha successivamente convalidato gli arresti, dando contestualmente avvio alle procedure di estradizione.
Gli approfondimenti condotti dagli investigatori sul cittadino romeno hanno tuttavia fatto emergere un ulteriore profilo giudiziario. L’uomo risultava, infatti, ricercato anche in Italia in relazione ad una serie di reati predatori commessi, tra il 2012 e il 2013, in alcuni centri delle province di Roma, Frosinone, Viterbo e Terni.
All’epoca dei fatti, l’uomo utilizzava un cognome diverso da quello con il quale risultava ricercato dalle Autorità del proprio Paese. Le condanne riportate per tali episodi hanno determinato l’emissione, da parte della Procura della Repubblica di Tivoli, di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti – il cosiddetto “cumulo” – in forza del quale dovrà scontare in Italia una pena residua di 4 anni e 5 mesi di reclusione.
La posizione emersa sul territorio nazionale si aggiunge così alla condanna definitiva pronunciata in Romania, portando ad oltre cinque anni il complessivo quadro delle pene detentive a suo carico.