Registrati oltre 83mila attacchi informatici nel mondo: il ransomware domina ed in Italia esplode l’offensiva dei gruppi filorussi.
Roma – Torna a crescere il cybercrime globale. A luglio sono stati 83.456 gli attacchi informatici registrati nel mondo, il 16,5% in più rispetto al mese precedente. A rilevarlo è il rapporto mensile HORUS, elaborato dalla piattaforma di cyber defence AI-driven di Netgroup, che segnala offensive sempre più concentrate su settori strategici e infrastrutture critiche.
Il ransomware è il vettore dominante: 51.234 attacchi, il 61,4% del totale, con la doppia estorsione – cifratura dei sistemi e minaccia di pubblicazione dei dati – ormai prassi standard.
Seguono i data leak (11.452 episodi), alimentati dalla vendita di credenziali e informazioni riservate sul dark web, mentre marketplace e forum clandestini segnano gli incrementi più alti del mese, segno di un’economia sotterranea in piena espansione.
In testa alla classifica dei paesi colpiti restano gli Stati Uniti con 38.912 attacchi, seguiti a distanza da Germania (2.876) e Francia (2.345); al quarto posto l’Italia, con 2.198 attacchi.
Quanto alla provenienza, il quadro è polarizzato: gli attori legati alla Federazione Russa pesano per il 34,1% del totale, seguiti da quelli non identificate (18,3%), dietro i quali possono celarsi operazioni sponsorizzate da stati.
Più defilate Cina (7,8%), concentrata sullo spionaggio industriale, e Corea del Nord (4,6%).
A livello settoriale guida il manifatturiero con 21.876 attacchi (26,2%), seguito da retail (13.452) e tecnologia (11.234).
Due le evidenze del mese: l’istruzione, con 8.654 attacchi a università e centri di ricerca, bersaglio privilegiato per il furto di proprietà intellettuale, e il comparto governativo, che registra l’incremento più marcato per effetto delle campagne hacktiviste filorusse contro le istituzioni dei paesi NATO.
In Italia l’offensiva porta la firma del collettivo filorusso NoName057(16), il gruppo più attivo del mese, autore di una campagna sistematica contro il Paese.
Bersaglio privilegiato le infrastrutture portuali di Genova, Trieste e Napoli, nodi critici della supply chain europea.
Colpiti anche gli enti locali, con attacchi contro i servizi digitali ai cittadini e il comparto finanziario e assicurativo, nel mirino per i dati sensibili.
HORUS è in grado di tracciare in tempo reale le attività di questi gruppi, identificando i vettori d’attacco prima che producano danni sistemici.
La sovrapposizione tra crimine informatico e conflitto geopolitico resta evidente: le campagne si intensificano in coincidenza con il dibattito sul sostegno all’Ucraina.