RC Auto, stretta sui veicoli fantasma

Il governo punta a stanare i quasi 3 milioni di veicoli che viaggiano senza copertura. Ministero dei Trasporti e ACI metteranno in rete cinque banche dati pubbliche.

Una rete a maglie strettissime per catturare i “pirati dell’assicurazione”. Nella nuova Manovra prende forma un piano d’attacco frontale contro l’evasione dell’RC Auto: non più soltanto posti di blocco o telecamere su strada, ma un monitoraggio massivo e sistematico basato sull’incrocio telematico dei dati con cadenza almeno trimestrale. L’obiettivo fissato dall’esecutivo è azzerare i margini di manovra per chi sceglie di circolare sprovvisto di polizza, mettendo a confronto gli archivi dello Stato con i registri delle compagnie private.

La regia delle operazioni sarà affidata in modo congiunto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’ACI. A loro spetterà il compito di far “dialogare” periodicamente le banche dati per rilevare in tempo reale quali veicoli immatricolati risultano privi di un’assicurazione attiva e non rientrano nelle eccezioni previste dalle norme, come i mezzi fermi in aree private o formalmente sospesi.

La scadenza trimestrale riguarda esclusivamente il lavoro interno delle amministrazioni pubbliche. Gli automobilisti in regola non dovranno svolgere alcuna pratica aggiuntiva né cambiare le consuete modalità di rinnovo della propria polizza.

La vera forza del provvedimento sta nell’ampiezza delle verifiche. Per evitare falsi allarmi o omissioni, il sistema incrocerà le informazioni provenienti da cinque fonti differenti. Verranno messi in relazione la banca dati delle coperture assicurative aggiornata dalle compagnie, l’Archivio Nazionale dei Veicoli del Ministero, il database delle revisioni per riscontrare la reale idoneità del mezzo, il Pubblico Registro Automobilistico (utilissimo per tracciare i veicoli con targa estera guidati da residenti in Italia) e infine il registro dei veicoli fuori uso per escludere i mezzi già rottamati.

Una volta completato il report trimestrale, le liste dei veicoli irregolari verranno trasmesse direttamente alle forze dell’ordine, che disporranno così di elenchi mirati da consultare sia durante i pattugliamenti, sia per l’invio di accertamenti a distanza.

Per chi viene sorpreso a viaggiare privo di copertura, restano confermate le pesanti sanzioni già previste dall’articolo 193 del Codice della Strada: le sanzioni pecuniarie vanno da un minimo di 866 euro a un massimo di 3.464 euro, a cui si aggiungono il sequestro immediato del veicolo e il taglio di 5 punti dalla patente. In caso di reiterazione della violazione, la sanzione raddoppia e scatta anche la sospensione della patente fino a due mesi.

Per far partire concretamente la macchina dei controlli servirà ora un decreto attuativo coordinato tra i Ministeri dei Trasporti, dell’Economia, dell’Interno e delle Imprese. Il testo, che dovrà acquisire i pareri favorevoli dell’IVASS, dell’ACI e del Garante per la Protezione dei Dati Personali per garantire la sicurezza del trattamento dei dati individuali, è atteso entro la fine del mese di marzo.