Tutto parte da un messaggio apparentemente inviato da un contatto conosciuto, corredato da una fotografia e da un link.
Roma – C’è un messaggio che arriva dal numero di un amico, di un parente, di una persona di cui ti fidi ciecamente. Una foto tenera, una bambina che sorride e la richiesta più innocente del mondo: “Votala, è in gara in un concorso di danza”. Basta un clic su quel link ed è l’inizio dell’incubo. Perché dall’altra parte non c’è nessuna gara, ma una banda di truffatori pronta a svuotarti la vita digitale e, subito dopo, a prendere di mira i tuoi affetti più cari.
È l’allarme lanciato dalla polizia postale, che ha registrato una nuova ondata di messaggi fraudolenti in circolazione su WhatsApp. Una truffa subdola, già comparsa nei mesi scorsi con la variante “vota la ballerina”, che ora torna a colpire con rinnovata forza sfruttando l’arma più potente di tutte: la fiducia.
Il meccanismo è una trappola perfetta. Tutto parte da un messaggio apparentemente inviato da un contatto conosciuto, corredato da una fotografia e da un link. Il collegamento rimanda a un sito malevolo che, con una scusa qualsiasi, induce la vittima a digitare il proprio numero di telefono e, subito dopo, a comunicare un codice ricevuto sul dispositivo. Due informazioni che sembrano innocue, ma che valgono oro per i criminali.
Con quei dati in mano, infatti, i malviventi completano la procedura di registrazione di WhatsApp su un altro telefono e si impossessano dell’account della vittima. Da quel momento il profilo è nelle loro mani. E qui scatta la seconda, più dolorosa fase del raggiro: fingendosi il legittimo proprietario, i truffatori contattano familiari e amici chiedendo denaro con la scusa di un’improvvisa emergenza. La vittima, nel frattempo, resta tagliata fuori, incapace persino di avvertire i propri cari del pericolo.
“Non è sufficiente che un messaggio provenga da un contatto conosciuto per considerarlo sicuro”, avvertono gli investigatori. Il consiglio è uno solo: davanti a inviti a votare, partecipare a concorsi o inserire i propri dati tramite link ricevuti in chat, fermarsi e diffidare sempre. E, soprattutto, non comunicare mai a nessuno i codici di verifica che arrivano sul telefono: sono le chiavi di casa della nostra identità digitale.



