Continuava con appostamenti, pedinamenti e incursioni sul posto di lavoro della donna: stalker finisce in carcere.
Verbano Cuscio Ossola – La polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza cautelare con cui il Tribunale di Verbania ha disposto la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di stalking.
L’uomo, un cinquantenne originario della provincia, era stato già denunciato e tratto in arresto più volte, in passato, per condotte morbose e persecutorie nei confronti dell’ex compagna, con cui aveva avuto una relazione terminata anni fa. Lo stalker era sottoposto sia alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, sia alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza proposta dal questore del V.C.O.; da ultimo, era stato sottoposto al braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti e rendere effettive le misure in corso.
In più occasioni, l’uomo ha violato la misura cautelare, nonché le prescrizioni connesse alla sorveglianza speciale, dimostrandosi incapace di rispettare i divieti e le prescrizioni dell’autorità. In particolare, il dispositivo elettronico di controllo ha segnalato più volte la vicinanza dello stalker alla persona offesa. Plurimi sono stati gli interventi delle volanti della polizia di Stato e del Radiomobile dei Carabinieri di Verbania, che hanno prontamente rintracciato l’uomo e assicurato l’incolumità della persona offesa.
In particolare, le condotte di minaccia e molestia nei confronti della vittima si sono tradotte in numerosi appostamenti, sia a piedi che alla guida della propria autovettura, costringendo la persona offesa ad alterare la propria direzione di marcia e ad allertare le Forze di Polizia. In più occasioni, lo stalker si è presentato presso il posto di lavoro della vittima, filmandola con il proprio telefono cellulare.
Da ultimo, nel mese di luglio l’uomo è stato arrestato in flagranza dalla volante della polizia di Stato, che lo aveva notato nei pressi dell’abitazione della vittima. L’uomo, dapprima, ha tentato una fuga a piedi, ma, al termine dell’inseguimento, gli operatori riuscivano a bloccarlo e procedevano all’arresto ai sensi dell’art. 387bis c.p. e a denunciarlo in stato di libertà ex art. 75 d.lgs. 159/2011.
Plurime sono state le violazioni della misura cautelare e delle prescrizioni connesse alla sorveglianza speciale, quali l’obbligo di mantenersi ad almeno 200 metri di distanza dalla vittima e allontanarsi immediatamente in caso di incontro occasionale, constatate dalle Forze di Polizia e segnalate dal dispositivo elettronico di controllo.
Dunque, su richiesta del pubblico ministero, l’autorità giudiziaria ha ritenuto insufficiente la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, e ha disposto, pertanto, l’applicazione della misura più afflittiva della custodia cautelare in carcere.
L’uomo è stato quindi arrestato e tradotto presso la Casa circondariale di Verbania dal personale della locale Squadra Mobile della Questura.