Il Fastidio Festival e la rivolta che scuote l’underground

Dodici band pronte a invadere uno spazio autogestito tra suoni sporchi e idee libere, per dare voce alle realtà escluse dai grandi circuiti.

Palermo – La città alza il volume ed è pronta lanciare una nuova idea di fare comunità: l’edizione zero del Fastidio Festival, che si terrà venerdì 17 luglio allo Spazio Open dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, si prepara ad accogliere musica, suoni sporchi, idee libere, creatività, e sottoculture underground. Dodici band provenienti da tutta Italia, ma anche artigiani, creator e figure impegnate nella divulgazione musicale e culturale: una collettività artistica in movimento che inonderà la giornata dedicata alle sonorità più autentiche della scena indipendente contemporanea. Questo è il Fastidio Festival, un evento non solo musicale, che contribuisce a trasformare uno degli spazi culturali più vivi della città in un punto di incontro tra musica, creatività e condivisione.

Un’iniziativa coraggiosa che nasce con l’obiettivo, quindi, di creare uno luogo di incontro dedicato a quelle realtà artistiche che spesso restano fuori dai circuiti più visibili, ma che rappresentano una parte fondamentale della scena culturale indipendente. La line-up riunisce dodici progetti provenienti da Palermo, Catania, Firenze, Pisa e Trieste, offrendo una panoramica ampia e trasversale dell’underground italiano, in una giornata che attraversa linguaggi e sonorità differenti, accomunate dalla volontà di costruire nuove connessioni tra artisti, collettivi, creator e pubblico.

Da Firenze arrivano gli Zebra TSO, band con le idee chiare: niente plastica dal sapore politically correct, ma carne fresca e cruda come il timbro delle loro basi di basso, octaver e batteria. Irriverenti come BoJack Horseman, combattono la tristezza con la rabbia, l’apatia con il dolore, le bugie con le bugie.

Sempre dalla Toscana, questa volta da Pisa, sbarcano i Tonno: definiscono provocatoriamente il loro sound come “musica normale” in cui sono mescolati indie rock, emo punk e l’alternative italiano degli anni ‘00 e a cui uniscono testi in bilico fra sensibilità cantautoriale, ironia e saudade.

Trieste ci regala il talento dei Katana Koala Kiwi, band con influenze che spaziano dall’indie alla musica elettronica, che li portano ad essere talvolta taglienti come la pietra carsica e, allo stesso momento, dolci come il liquore di Terrano.

Da Catania arrivano i Mother Giraffe, formazione con un’identità precisa che crea brani post-punk, esplorando i temi dell’ansia sociale e dell’alienazione della vita moderna; gli Helen Burns, band che ha condiviso il palco con artisti internazionali e italiani, aprendo i concerti di Nile Marr, Animaux Formidable, Afterhours e Italia 90; i Kōhei, progetto che spazia dal noise, all’alt-rock e al post-punk, con un approccio diretto, rumoroso ed energico e un suono ruvido, dissonante e orientato a un forte impatto dal vivo.

Palermo sarà rappresentata dai Kaliningrad, formazione composta da cinque elementi che fonde la precisione millimetrica e le strutture cerebrali del Math Metal con la ferocia del Thrash e l’atmosfera del Death. I To Open A Mind e il loro sound, descritto como crossover, rappresenta un’intrigante fusione di elementi elettronici con un accattivante mix di pop, metal e alternative. I Mostardacida, band che mescola l’urgenza dell’hardcore con l’immediatezza del punk rock melodico, trasformando ansie personali e frustrazioni generazionali in pezzi brevi, intensi e sinceri, attraverso ironia, malinconia e caos emotivo.

Gli SWA, con il loro rock mascherato, matematico, sincopato, rumoroso a tratti punk. Soltanto basso e batteria, strumentale, delirio di tempi dispari e urla. Bunnyblack, duo noise radicato in elettronica 8-bit su Nintendo Game Boy, chitarre distorte e voce. Il loro suono è grezzo, lo-fi, modellato da tensioni post-punk, atmosfere dark wave e riverberi shoegaze. E Karon, progetto di stampo Prog Metal con una massiccia dose di Death.

Fastidio Festival nasce dall’esigenza di creare uno spazio reale per la musica underground e per tutte quelle realtà artistiche che spesso restano fuori dai circuiti più visibili, pur essendo estremamente vive e attive. Non volevamo costruire soltanto una line-up, ma un contesto in cui artisti, collettivi e pubblico potessero incontrarsi in maniera orizzontale e accessibile. Questa edizione zero rappresenta un primo passo concreto verso la costruzione di una rete che possa continuare a crescere nel tempo”, spiegano degli organizzatori.

Accanto alla musica dal vivo saranno presenti anche artigiani, creator e figure impegnate nella divulgazione musicale e culturale, contribuendo a trasformare il festival in un’occasionale di incontro per un’intera comunità creativa. L’ambizione è quella di dare vita a un appuntamento stabile, capace negli anni di sostenere, valorizzare e mettere in relazione le diverse realtà della scena indipendente italiana.