Svelata durante l’audizione in Commissione d’inchiesta l’iscrizione di Gabriella Boggiani, che ha ammesso la telefonata del 1983 riducendo tutto a uno scherzo inconsapevole.
Roma – Un nuovo sviluppo scuote le indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Dopo i nomi di Marco Fassoni Accetti e Laura Casagrande, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati anche Gabriella Boggiani, un tempo legata al fotografo romano. La donna ha appreso la notizia direttamente mentre veniva ascoltata in un’audizione secretata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, manifestando sconcerto e timore per una posizione giudiziaria di cui era del tutto all’oscuro.
La sua iscrizione rientra in un fascicolo parallelo a quello principale, che mira a passare al setaccio la rete di conoscenze gravitanti attorno ad Accetti all’epoca dei fatti.
Nel tentativo di chiarire la propria posizione e fugare le tesi che la volevano sua complice, la Boggiani ha ricostruito l’episodio della telefonata effettuata nel 1983 da una cabina del quartiere Africano a Roma. Secondo il suo racconto, il fotografo l’avrebbe indotta a fare uno scherzo, chiedendole solo di pronunciare la frase in cui sosteneva di sapere dove si trovasse la ragazza. La donna ha ribadito di non conoscere allora la storia della giovane vaticana e ha seccamente smentito di aver letto proclami complessi legati alla liberazione di Alì Agca, prendendo al contempo le distanze da un personaggio che ha definito “stravagante” e con cui ha interrotto ogni contatto da oltre quarant’anni.
Accetti è attualmente indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione. Gli inquirenti stanno approfondendo diversi capitoli oscuri dell’epoca, compresa la morte del giovane José Garramon, travolto dal fotografo nel dicembre dello stesso anno in un evento finora derubricato a incidente colposo, ma riaperto anche a seguito delle testimonianze della madre della vittima. Nel frattempo, si attende l’esito dei nuovi riscontri genetici affidati ai Carabinieri del RIS sul flauto consegnato a suo tempo dallo stesso Accetti.