Continua il bradisismo, con un ennesimo boato che ha svegliato Pozzuoli alle 2.27. Intanto gli sfollati superano quota 2mila.
Pozzuoli – C’è una terra, alle porte di Napoli, che ha smesso di dormire. Alle 2.27 di questa notte un boato sordo ha squarciato il silenzio dei Campi Flegrei, strappando dal sonno migliaia di persone già stremate da settimane di paura. Una nuova scossa di magnitudo 3, con ipocentro a soli 4 chilometri di profondità, ha fatto tremare Pozzuoli e le sue frazioni, da Licola a Monterusciello, fino ai comuni vicini di Bacoli e Quarto. In tanti, svegliati di soprassalto, sono corsi in strada nel cuore della notte, con il cuore in gola e la stessa domanda di sempre: quando finirà.
La scossa, confermata dalla Sala Operativa dell’Ingv di Napoli, si aggiunge a una sequenza sismica che non conosce pause. È l’ennesimo colpo dopo il terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio scorso, l’evento più potente mai registrato nell’area flegrea, una violenza che non si vedeva da quarant’anni e che ha lasciato ferite ancora aperte: il molo di Pozzuoli reso inagibile, case squarciate, un intero territorio in ginocchio.
Ma è il conto degli sfollati a raccontare la vera dimensione del dramma. Sono ormai oltre 2mila le persone costrette a lasciare la propria casa. Il Comune di Pozzuoli ha adottato 123 ordinanze di sgombero che hanno colpito 831 nuclei familiari, per un totale di 2.172 anime senza più un tetto sicuro. Di queste, 2.060 hanno trovato una sistemazione autonoma, arrangiandosi tra parenti e amici, mentre 112 sono state accolte nelle strutture alberghiere. Altre 68 persone, pur senza ordinanza di sgombero, hanno trovato rifugio al Palatrincone, diventato il simbolo di questa emergenza.
Non si fermano gli uomini in divisa. I vigili del fuoco lavorano senza sosta, casa per casa: dall’inizio dell’emergenza hanno già completato 1.200 interventi, con altri 144 in coda, sgomberato 198 edifici e messo in sicurezza complessivamente 930 abitazioni. In campo anche squadre speciali per il recupero delle masserizie e per la tutela dei beni culturali, mentre il Centro Coordinamento Soccorsi monitora la situazione ora dopo ora.
“La sinergia tra tutte le Istituzioni sta dimostrando la massima efficacia. Priorità assoluta resta l’incolumità dei cittadini, riducendo al minimo il disagio e restituendo risposte concrete, casa per casa, ai territori colpiti”, ha assicurato il Prefetto di Napoli, Michele di Bari.
Parole che provano a rassicurare una popolazione ormai allo stremo, sospesa tra la voglia di restare aggrappata alla propria vita di sempre e la paura che il sottosuolo possa tradirla da un momento all’altro. Ai Campi Flegrei si continua a contare le scosse e a stringere i denti, aspettando una tregua che, per ora, la terra non concede.