Notte di fuoco nel Milanese: otto veicoli divorati dalle fiamme

Quattro roghi in poche ore tra Binasco, Milano, Canegrate e Rozzano. Nessun ferito, ma gli inquirenti indagano: un solo piromane o mani diverse?

Milano – Una scia di fuoco ha attraversato la notte tra domenica e lunedì, illuminando di bagliori sinistri le strade del capoluogo e del suo hinterland. In poche ore, dalla mezzanotte all’alba, quattro roghi distinti hanno divorato otto veicoli tra Milano, Binasco, Canegrate e Rozzano, mobilitando senza sosta i vigili del fuoco del comando provinciale. Un bilancio pesante – sette automobili e uno scooter ridotti a lamiere annerite – che per fortuna non ha lasciato feriti, ma che ha seminato paura tra i residenti e sollevato più di un interrogativo.

Il primo, e più imponente, allarme è scattato intorno alla mezzanotte e mezza sulla Statale 35, a Binasco, nei pressi di una carrozzeria. Le fiamme, partite da un’auto in sosta, si sono propagate con rapidità impressionante alle vetture vicine, arrivando a coinvolgere quattro automobili prima che i pompieri riuscissero a domarle e a mettere in sicurezza l’area.

Circa un’ora più tardi, verso l’una, il fuoco è tornato a colpire nel cuore di Milano, in via Giovanni Battista Morgagni, dove uno scooter in sosta è stato completamente incenerito.

E non è finita. Alle 2.30 le fiamme sono divampate a Canegrate, lungo via Marmolada, dove un’auto è stata avvolta dal rogo: solo l’intervento tempestivo dei soccorritori ha evitato che il fuoco si estendesse ulteriormente. Mezz’ora dopo, intorno alle 3, l’ultimo episodio a Rozzano, in via dei Giaggioli, con altre due macchine parcheggiate distrutte.

Quattro incendi, quattro Comuni diversi, la stessa notte. Un copione che inevitabilmente fa pensare a una mano dolosa, forse a un piromane in azione. Ma gli investigatori, al momento, frenano: non ci sono elementi certi che colleghino i vari episodi a un unico responsabile o a uno stesso movente. Sono in corso gli accertamenti e i rilievi di rito per chiarire l’esatta dinamica e le cause di ciascun rogo.

Resta l’immagine di una notte da incubo, quella vissuta da chi è stato svegliato dalle sirene e dall’odore acre della plastica bruciata. E resta il lavoro degli inquirenti, chiamati ora a stabilire se dietro questa ondata di fuoco ci sia il gesto seriale di un solo individuo o una inquietante, casuale coincidenza.