Omicidio Fabio Ascione: fermati due giovani

Nelle scorse ore i carabinieri hanno bloccato un 23enne, nipote di un esponente del clan Micco, e un minorenne di 17 anni.

Napoli – Ventitré e diciassette anni. Due ragazzi poco più che adolescenti, fermati nella notte dai carabinieri per l’omicidio di Fabio Ascione, vittima giovanissima, di vent’anni appena, colpito al petto da un proiettile martedì scorso.

Il più grande dei due fermati, a un certo punto, ha deciso di farsi avanti. Si è presentato dai carabinieri di Poggioreale insieme al suo avvocato. Il minorenne, nipote di un elemento di spicco del clan De Micco, è stato invece raggiunto dai militari dell’Arma nella sua abitazione.

Ora per entrambi il conto è salato: omicidio volontario, più porto e detenzione illegale di arma da fuoco. Il tutto con l’aggravante mafiosa. I provvedimenti di fermo sono arrivati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i minorenni di Napoli. Passaggio obbligato, adesso, davanti ai giudici per la convalida.

Intanto resta la storia di Fabio. Un ragazzo senza precedenti, uno che — a sentire chi lo conosceva — con certi giri non c’entrava nulla. Lavorava in una sala bingo e quella mattina, poco dopo le cinque, stava semplicemente tornando a casa dopo il turno di notte. Poi, in un attimo, tutto si è fermato.

Oggi a Ponticelli, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, è il giorno dell’ultimo saluto. All’inizio sembrava dovesse svolgersi tutto in forma riservata, per motivi di sicurezza. Poi il dietrofront: funerali aperti. Un cambio di rotta che dice molto del clima che si respira.