Scoperto capannone con 2mila piante di marijuana

L’indagine della Guardia di Finanza porta al sequestro di una coltivazione su larga scala e 35 chili di sostanza. Arrestati due uomini.

Monza – Nel pomeriggio del 14 aprile la polizia di Stato – personale della squadra mobile della Questura di Monza e della Brianza -, nell’ambito di attività di polizia giudiziaria svolta con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, ha arrestato, nelle province di Monza e della Brianza e di Bergamo, 2 cittadini albanesi di 43 e 40 anni, per produzione e detenzione a fini di spaccio di ingenti quantitativi di marijuana.

Nella mattinata del 14 aprile u.s., all’esito di un’articolata attività di indagine condotta dalla squadra mobile di Bolzano con il coordinamento della Procura della Repubblica di Trento Direzione Distrettuale Antimafia finalizzata alla repressione del traffico nazionale e transnazionale di sostanze stupefacenti, personale della Squadra mobile della Questura di Monza e della Brianza ha eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di un cittadino albanese 43enne domiciliato nel comune di Brugherio, in Brianza. Il soggetto, nell’ambito della menzionata attività che ha coinvolto complessivamente 35 soggetti, risultava destinatario, oltre che della perquisizione, di misura dell’obbligo di dimora in quanto ritenuto partecipe, con il ruolo di “corriere”, di una strutturata associazione criminale con base operativa in provincia di Bolzano, dedita al traffico di cocaina e marijuana, destinate al mercato altoatesino.

Nel corso dell’attività espletata in provincia di Monza, all’interno di un locale adibito a ripostiglio dell’appartamento perquisito, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 7,3 kg di marijuana contenuti in 13 involucri termosaldati. Il cittadino albanese è stato, pertanto, tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio.

Una parte del sequestro di marijuana pronta per il mercato illegale.

Dagli approfondimenti condotti nel corso della perquisizione l’uomo è risultato essere intestatario di un contratto di locazione di un capannone ubicato in provincia di Bergamo, nel comune di Ubiale Clanezzo.; pertanto, la perquisizione è stata immediatamente estesa al predetto sito. Una volta avuto accesso allo stesso utilizzando le chiavi trovate nella disponibilità del 43enne, gli operanti al piano terra hanno potuto constatare la presenza di alcune pareti in cartongesso appositamente realizzate per delimitare la parte della superficie adibita ad ordinaria attività edile dalla restante parte, che è poi risultata essere destinata ad attività illecita. Infatti, proprio in quest’ultima area sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 28 kg di marijuana, 14 dei quali contenuti all’interno di diversi sacchi ed altri 14, già pronti per essere imballati e commercializzati, in appositi essiccatori per piante.

Inoltre, al piano inferiore del magazzino, gli operanti hanno constatato la presenza di due locali adibiti a serra con impianto di illuminazione, irrigazione, ventilazione e deumidificazione per la coltivazione di complessive 1920 piante di canapa. All’interno del magazzino, sono stati, altresì, rinvenuti e sequestrati un termo-saldatore, 9 vasche in plastica per l’irrigazione, lampade riscaldanti, materiale fertilizzante e numerosi involucri per il successivo confezionamento dello stupefacente.

Nel procedere alla perlustrazione dell’ampio sito, all’interno di un locale adibito a temporanea dimora, è stato rintracciato un uomo, cittadino albanese di 40 anni, irregolare sul territorio nazionale. Dagli ulteriori accertamenti effettuati nell’immediatezza, è emerso che lo stesso, per conto del connazionale arrestato a Brugherio, ricopriva la mansione di custode del capannone, nonché di addetto alla gestione di tutte le fasi della lavorazione delle piante (coltivazione, produzione ed estrazione). Il 40enne, privo di pregiudizi di polizia, è stato pertanto tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di marijuana nonché, in concorso con il connazionale, del reato di produzione della medesima sostanza illecita.

All’esito delle attività, svolte con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo e d’intesa con la Procura di Monza, i soggetti arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Bergamo, a disposizione della competente autorità giudiziaria.