Crediti d’imposta simulati per azzerare le tasse sulla manodopera nei cantieri: bloccate quattro società con conti ed evasione estera.
Milano – I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip del Tribunale di Milano, su specifica richiesta del Procuratore Delegato Europeo alla sede di Milano.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Milano sotto la direzione della Procura Europea di Milano (EPPO), avviate nell’ambito del monitoraggio sul corretto impiego delle risorse pubbliche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, hanno consentito di disvelare un sofisticato sistema di frode, perpetrato da tre società milanesi a danno degli interessi finanziari dell’Unione Europea, posto in essere tramite la compensazione di crediti d’imposta inesistenti dell’ammontare complessivo di 2.379.693 euro, creati simulando lo svolgimento di corsi di formazione – mai svolti – per il personale dipendente.
Le approfondite attività investigative delegate dal Procuratore Delegato Europeo hanno permesso di rilevare come i crediti d’imposta inesistenti così creati venissero poi utilizzati per compensare e azzerare le ritenute fiscali e previdenziali riconducibili a centinaia di lavoratori dipendenti. Operai che venivano poi impiegati, attraverso una strutturata attività di somministrazione illecita di manodopera, presso cantieri di imprese appaltatrici consapevoli della frode.
L’indagine ha inoltre portato alla luce un’ulteriore truffa aggravata, ai danni dello Stato italiano, architettata da ulteriori due società per conseguire illecitamente due finanziamenti assistiti dalla garanzia statale del fondo PMI, per complessivi 7.300.000 euro.
Entrambi i modelli fraudolenti sono stati realizzati attraverso il ricorso a compagini societarie fittizie e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Gli accertamenti bancari, uniti all’esame di numerose segnalazioni di operazioni sospette acquisite, anche da Financial Intelligence Unit estere, hanno consentito di rilevare come gli ingenti profitti derivanti dai reati tributari e dalle truffe ricostruite siano confluiti in un ben più ampio circuito di riciclaggio internazionale. Infatti, attraverso una complessa rete di veicoli societari fittizi, italiani ed esteri con sede prevalentemente in paesi dell’Est Europa, l’organizzazione ha trasferito centinaia di milioni di euro verso la Cina ed Hong Kong.
A tutela del bilancio europeo, il Procuratore Europeo Delegato ha pertanto richiesto e ottenuto l’emissione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente per complessivi 4.930.507,01 euro nei confronti di 4 società – utilizzatrici di fatture per operazioni inesistenti e beneficiarie finali della somministrazione illecita di manodopera – e dei rispettivi rappresentanti legali.