Fuori il traditore: la campagna Leal contro chi abbandona gli animali

Un’iniziativa nazionale punta a cambiare la percezione dell’abbandono e a isolare chi lascia gli animali, ricordando che è un reato.

Milano – Ogni anno, in Italia, si stima l’abbandono di circa 130.000 animali domestici, tra cui 80.000 cani e 50.000 gatti con gravi ripercussioni sul piano etico, sanitario e della sicurezza pubblica.

Igor Righetti insieme allo straordinario pet influencer Byron Righetti e Lorenzo Castelluccio hanno realizzato uno spot tenero e coraggioso, che chiama l’abbandono col suo nome: una condanna a morte verso un familiare.

Marco di Pinto, ha coniugato cuore e ironia per spiegare un gesto senza cuore.

Lo scorso anno Ornella Muti e Naike Rivelli hanno realizzato uno spot per Leal ad alto impatto emotivo, per mostrare lo strazio di una creatura abbandonata, Massimo Wertmuller ha interpretato l’ululato di rabbia e dolore di tutti gli animali condannati a paura, fame e morte, mentre Flavio Insinna ha mostrato “Ugolina” la gattina che ha salvato da una vita randagia. “Una società evoluta e coesa condanna i crimini, non li normalizza. Per questo abbiamo deciso di ribaltare il paradigma dell’abbandono. Desideriamo che a essere lasciati ai margini della società siano i colpevoli di queste azioni turpi, non le vittime” è il messaggio unanime di Leal e artisti, impegnati nella diffusione della campagna nazionale ad agosto, mese in cui il numero di abbandoni raggiunge il picco.

Lo scopo è contrastare il dilagare dell’abbandono, cambiare il percepito sociale intorno a questo crimine e promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità nei confronti degli animali. La campagna nasce per dare voce a tutti gli animali vittime di abbandono e alle persone vittime di incidenti stradali a causa di questo reato. Per ricordare che abbandonare è un crimine, punito dalla legge con fino a 3 anni di reclusione e 30.000 euro di multa e sospensione della patente di guida. “Fuori il Traditore è una campagna di cambiamento culturale. Ancora prima che dalla giustizia – spiega il Presidente di Leal Gianmarco Prampolini – questo reato deve essere condannato dalla coscienza collettiva. La percezione dell’abbandono come reato penale deve ancora sedimentare nella nostra società”.

La campagna nazionale mira a coinvolgere attivamente popolazione, imprese ed esercizi commerciali attraverso l’esposizione della locandina di divieto d’accesso ai criminali nei luoghi pubblici, nei negozi e sui veicoli privati, come segno tangibile di solidarietà alle vittime e presa di posizione contro il crimine.