Luciano Buonfiglio è stato trovato senza vita accanto all’auto. Gli investigatori sono riusciti a rintracciare e bloccare il presunto killer nelle vicinanze del luogo del delitto.
Arezzo – Una notte di festa trasformata in tragedia e chiusa nel giro di poche ore con un fermo. La Squadra Mobile della Questura di Arezzo ha stretto il cerchio attorno al presunto responsabile dell’omicidio di Luciano Buonfiglio, il 62enne trovato senza vita nella notte tra venerdì 31 ottobre e sabato 1 novembre nel parcheggio del ristorante “La Torretta”, nella zona industriale di San Zeno.
A finire in manette, al termine di un’indagine lampo coordinata dal Pubblico Ministero di turno Marco Dioni, è un giovane di 29 anni, di nazionalità colombiana. Per lui l’accusa contestata è di fermo di indiziato di delitto per omicidio.
L’allarme era scattato intorno alle 23:30 della notte di Halloween, quando al numero di emergenza era giunta una segnalazione che indicava una violenta lite in corso tra due persone all’interno di un’auto in sosta nel piazzale della località aretina. L’intervento immediato delle volanti della polizia di Stato ha permesso di trovarsi di fronte a una scena drammatica: il corpo senza vita dell’uomo giaceva riverso a terra accanto alla vettura, con una grave ferita alla testa provocata con ogni probabilità da un corpo contundente.
Sul posto sono subito intervenuti gli specialisti della Squadra Mobile e il personale del Gabinetto di Polizia Scientifica per i rilievi tecnici. Grazie all’analisi immediata dei filmati estrapolati dagli impianti di videosorveglianza della zona e all’ascolto dei testimoni presenti, gli investigatori sono riusciti a rintracciare e bloccare il 29enne nelle immediate vicinanze del luogo del delitto, corrispondente alla descrizione dei testimoni. L’uomo è stato accompagnato in Questura e sottoposto a fermo.
Restano ora da chiarire i contorni esatti di quanto accaduto in quella manciata di minuti e il movente che ha spinto i due a un incontro nella zona industriale deserta a tarda sera. Buonfiglio, nato a Milano, viveva a Manciano (frazione di Castiglion Fiorentino), lavorava come consulente, era separato e padre di tre figli, ed era molto noto in zona per le sue battaglie civiche del passato, come quella contro la centrale a biomasse.



