Il minorenne avrebbe preso parte allo scontro, ma sostiene di aver reagito per difendersi da una presunta testata. Indagini in corso.
Massa – Un ragazzo di 17 anni, talento emergente della boxe in Toscana, è tra i tre giovani fermati con l’accusa di concorso in omicidio aggravato per la morte di Giacomo Bongiorni, 47 anni. L’uomo è deceduto per un’aggressione nella notte tra sabato e domenica in piazza Felice Palma a Massa, sotto gli occhi della compagna e del figlio di 11 anni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dalla Procura per i minorenni di Genova, il minorenne avrebbe preso parte attiva allo scontro, arrivando a colpire la vittima con un pugno prima che la situazione degenerasse. Lui, però, davanti agli investigatori ha raccontato un’altra versione: avrebbe reagito dopo una presunta testata ricevuta. La situazione è ancora tutta da chiarire, anche perché le telecamere stanno facendo da banco di prova per ogni dettaglio.
Il giudice, dopo l’interrogatorio, ha deciso per lui una misura in comunità. Intanto, a finire nei guai insieme al minorenne ci sono anche due ragazzi maggiorenni: Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di origine rumena. Per loro si sono aperte le porte del carcere, in attesa dell’udienza di convalida chiesta dalla Procura di Massa.
La dinamica, però, è tutt’altro che lineare. Anzi, è una di quelle ricostruzioni a più strati, dove ogni tassello può ribaltare la lettura dei fatti. Tutto sarebbe partito da una lite in piazza, roba all’apparenza banale: qualche parola di troppo, bottiglie lanciate, qualcuno che prova a riportare la calma e invece getta benzina sul fuoco. E da lì, in un attimo, la situazione sarebbe scivolata fuori controllo.
Nel mezzo della colluttazione sarebbero intervenuti anche i due maggiorenni, mentre il 17enne avrebbe avuto un contatto diretto con Bongiorni. Ma chi ha fatto cosa, e soprattutto quanto ha pesato ogni singolo colpo, è ancora tutto da mettere in fila.
Ora gli investigatori stanno incrociando immagini e testimonianze per ricostruire minuto per minuto quella serata. Il punto chiave resta l’autopsia: sarà lei a dire se la morte è arrivata per un colpo preciso o per la somma delle lesioni. Per il resto, la scena resta ancora piena di zone d’ombra, in attesa che i dettagli mettano ordine in una vicenda esplosa in pochi minuti ma ancora tutta da decifrare.