Manovra, via libera del Cdm con la sorpresa Irpef

Il Consiglio dei ministri licenzia il testo della legge di Bilancio rispolverando l’innalzamento dello scaglione fino a 55mila euro.

Roma – Il via libera dell’esecutivo al documento finanziario di fine legislatura porta con sé un’inversione di rotta sul fronte della pressione fiscale sulle famiglie. Quando la trattativa interna alla coalizione sembrava ormai aver accantonato la rimodulazione dell’imposta sui redditi per ragioni di tenuta contabile, l’accordo siglato nelle battute conclusive del vertice governativo ha reinserito la misura. L’impianto complessivo della Manovra, affiancato dalle proroghe sulle esenzioni della tassa automobilistica e dalla creazione di uno strumento per l’uscita anticipata dal lavoro, incassa così un ritocco del secondo scaglione impositivo, che estende il prelievo al 33% per le fasce di reddito che arrivano a 55mila euro.

L’operazione punta a redistribuire una quota di risorse ai contribuenti della fascia media, quantificata da Palazzo Chigi in una minore entrata per le casse pubbliche pari a 21 miliardi complessivi, utili a garantire una riduzione del carico fiscale medio stimata in circa 500 euro l’anno.

L’esito finale rappresenta il punto d’incontro tra le diverse anime della maggioranza. L’ambizione iniziale auspicata da Via dell’Umiltà puntava a spostare l’asticella fino a 60mila euro per raddoppiare l’impatto economico nelle buste paga dei lavoratori, ma l’impatto finanziario stimato in quasi tre miliardi di euro ha costretto la ragioneria ad arginare le pretese. La mediazione ha richiesto un recupero last-minute di oltre un miliardo di euro per sostenere l’asticella intermedia, trovato irrigidendo le richieste di contributo solidale a carico degli istituti di credito, dei colossi assicurativi e delle aziende del comparto energetico.

La scelta istituzionale privilegia la stabilità dei saldi finanziari senza rinunciare a dare un segnale all’elettorato. Restano sul tavolo le garanzie formulate dal Ministero dell’Economia per un ipotetico secondo step da completare nella fase di conversione o nei bilanci futuri, qualora le entrate consentano di estendere l’agevolazione fino alla soglia dei 60mila euro iniziale.